Recensione LeEco CDLA – Le prime cuffie Type-C per smartphone

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CONFEZIONE DI VENDITA’ – PICCOLA ED ESSENZIALE

Le cuffie si trovano in una piccola confezione bianca. Anteriormente troviamo un piccolo vetro (plastica?) che ci mostra con “fierezza” connettore, le due cuffie e il microfono a specchio e una parte di plastica bianca con su impresso il logo LeEco, che nasconde invece il cavo anti-attorcigliamento riposto in modo circolare al interno di un piccolo scompartimento. Sotto le cuffie, invece, troviamo solo una piccola manualistica. Non sono presenti i gommini, ma come vedremo più avanti non ce ne sarà bisogno.

DESIGN

Il design è in parte innovativo, anche se si ispira, abbastanza chiaramente, anche in questo caso ad un prodotto Apple.
Le cuffie si adattano quasi perfettamente ai padiglioni auricolari, anche senza bisogno di gommini. Infatti, facendo un paragone con gli auricolari del Samsung S7 (stessa forma), sono molto più comodi e non risultano dolorosi se, appunto, sprovvisti di gommini, gommini che sono compatibili ma che otturerebbe la terza uscita audio, quella più esterna.  Simpatica, seppur inutile, l’idea di inserire una piccola fascia led, di colore arancione, che si accende quando le cuffie sono inserite correttamente.
Al momento sono in vendita solo con colorazione bianca, con stemma LeEco in grigio sul connettore (abbastanza spesso) e la cassa del microfono, lucida con colorazione dorata a specchio (decisamente poco oleofobica) anteriormente , si trova inusualmente sul cavo sinistro, senza però la possibilità di cambiare l’intensità del volume, infatti è presente un solo tasto con cui è possibile stoppare, con un click, o cambiare traccia con due click veloci.

 

 

MATERIALI – LA NOTA DOLENTE

I più attenti forse si saranno accorti di qualche stranezza che attanaglia l’auricolare destro delle nostre cuffie. No, non sono rotte, ma quel nastro adesivo vuole essere una provocazione, perché forse la nota dolente delle earphone sono i materiali di costruzione. Sapevamo che, ad un prezzo comunque contenuto (sotto i 30 euro, acquistabili da qui, su Gearbest, all’incredibile prezzo di 14 euro) non ci saremmo potuti aspettare materiali “premium”, ma delle semplici Pistons di XiaoMi, vendute ad un prezzo assolutamente concorrenziale, ci avevano fatto ben sperare. Cominciamo quindi ad analizzare le cuffie “pezzo per pezzo”.

L’attacco Type-C è abbastanza doppio, ben più grande e robusto dello spinotto dell’adattatore originale venduto insieme ai device. Così come l’adattatore e il cavo di ricarica, anche questo si aggancia per bene al ingresso del dispositivo e risulta (c’è a chi piace e a chi non piace) leggermente duro da rimuovere, visto che mantiene per bene la presa. Salendo troviamo il cavo unico, piatto anti-attorcigliamento, che sembra essere fatto per bene ed essere “robusto”. Abbiamo visto certamente di meglio, ma comunque non ci delude in questo caso anche se, inizialmente, l’anti-attorcigliamento non funziona proprio a dovere visto che il cavo tende a riprendere la forma circolare con cui è stato posizionato al interno della confezione originale, ma niente di fastidioso. I problemi cominciano nel momento in cui il cavo si sdoppia.
Parliamoci chiaro, il connettore che unisce il cavo unico ed i cavi sdoppiati non è male, ma sono questi ultimi a deludere, infatti già da un primo “osserva e tocca” sembrano abbastanza fragili e non sono anti-attorcigliamento. La fragilità, poi, si ripresenta anche nelle piccole casse auricolari, non tanto per i materiali (plastica dura, ma comunque confortevole) quanto per l’attacco degli stessi con il cavo. Per capirci meglio: vi sarà accaduto sicuramente, in passato, di sentir ballare, magari ad auricolari spenti, il cavo al interno della cassa che, spesso, è sinonimo di fragilità o di problemi, a lungo andare, di saldature.
Non facciamo di tutta l’erba un fascio, probabilmente sono solo le nostre earphone ad avere questo problema, ma sicuramente non è una bella sensazione riscontrare questo difetto già dalla prima prova, dopo più di un mese di attesa.

 

 

QUALITA’ AUDIO – NIENTE A CHE VEDERE CON L’ADATTATORE

dolbyFin da subito i produttori LeEco hanno usato come paragone le eraphone della Apple, considerate dalla massa come le migliori cuffie abbinate nativamente ad un dispositivo mobile. Noi non abbiamo avuto occasione di provarle su questo dispositivo, ma abbiamo provato, come accennato precedentemente, le integrate dell’S7, che useremo per fare un piccolo paragone qualitativo.
La prima cosa che si nota è che il volume è decisamente più alto. Impostando, infatti, il volume al massimo (cosa che non consigliamo mai di fare) delle cuffie made in Samsung, anche utilizzando Dolby Atmos (per aumentare, in questo caso, è consigliabile attivare il Volume Level) si aveva comunque una buona resa audio con, però, scarso livello di isolamento acustico che, in spazi aperti con molta gente, potrebbe non essere gradito a tutti.
Le CDLA invece, hanno una migliore gestione del volume che è esponenzialmente più alto. Infatti il massimo livello delle Samsung equivale, più o meno, al 50% delle LeEco, che gestisce in maniera nettamente migliore l’isolamento acustico.
Anche gli amanti dei bassi non rimarranno delusi, sono profondi e si fanno sentire. Certo, non bisogna aspettarsi livelli alti come Bose o prodotti che puntano specificatamente su questo, ma queste cuffie se la cavano bene e, sfruttando anche equalizzatori software (non me ne vogliano gli audiofili puri) quali Dolby Atmos e Viper4Android, per i quali dedicheremo guide e suggerimenti nelle settimane a venire, l’esperienza non potrà che migliorare.
C’è però qualcosa che non va? Secondo noi no, però inizialmente, soprattutto dopo aver ascoltato tanta musica con cuffie tramite l’adattatore, l’esperienza audio sembrerà particolarmente strana. Si sente chiaramente che si è lavorato tanto sui bassi e sui medi, ed infatti per alcune canzoni, soprattutto live rock, dove gli strumentisti danno il meglio di loro, senza Dolby Atmos può risultare, inizialmente, un piccolo “mappazzone”: la parte strumentale copre in parte la parte vocale e sembra gestita un po’ a caso e sembra anche essere particolarmente compattata, basterà però poco per adattarsi e cominciare ad amare la gestione dell’audio da parte di queste cuffie, soprattutto utilizzando Dolby Atmos (anche la modalità Movie risulta particolarmente gradevole).

 

 

INTEGRAZIONE CON LA EUI – PERFETTAscreenshot_20161110-155153

In molti si chiedevano come mai, andando in Impostazione e poi su Suoni e Vibrazione, non fosse possibile abilitare o disabilitare l’opzione Cuffie Type-C utilizzando delle normali cuffie con adattatore. Ecco, questa impostazione si attiva automaticamente (di default) solo con le CDLA di LeEco (in attesa di altri prod
otti del genere) e permette di attivare la CDLA HD Mode, che, a detta del produttore, migliora esponenzialmente l’esperienza di ascolto della musica. A nostro parere, ascoltando per lo meno tre tipi di tracce (la stessa traccia con formato .mp3 a 320, losless
.flac e .wav) la differenza non è poi così grande, perché comunque le cuffie restituiscono sempre un audio molto buono.
L’integrazione nativa, comunque, forse è il punto forte delle earphone LeEco. Il Dac integrato nel dispositivo viene sfruttato a pieno, anche forse ad un’equalizzazione di default che è adatta perfettamente alla tecnologia CDLA, e i risultati si sentono nel vero senso della parola.
Il lavoro di integrazione è stato egregio, e o si capisce da subito, e questo è uno dei pezzi forti di queste earphone.

 

 

COSA C’E’ ALLORA CHE NON VA?

Nel titolo della recensione, e poi all’inizio della stessa, ci siamo esposti lievemente critici, e lo siamo per due punti particolari, la VALORIZZAZIONE del prodotto e la qualità dei MATERIALI.

Della qualità dei materiali abbiamo già parlato: non sono male, ma sembrano fin troppo fragili rispetto alla concorrenza, ad un primo impatto, la delusione può essere tanta, ma forse non c’è troppo da preoccuparsi. DI certo, ci si potrebbe aspettare qualcosa di più, diavolo, parliamo del paio di cuffie che potrebbe cambiare, di qui a breve, la storia della musica mobile.
Per la valorizzazione dobbiamo invece aprire un discorso più ampio ed astratto.
Come detto, queste CDLA potrebbero aprire una nuova pagina per la storia musicale portatile: lo standard USB Type-C per ascoltare la musica sta allettando molti produttori, tra i quali LG e Samsung, e già la Sony stava provando ad immettere sul mercato un paio di cuffie headphone con questo nuovo standard, ma LeEco ha anticipato praticamente tutti. Nel mondo tecnologico, però, soprattutto in occidente è molto importante la valorizzazione del prodotto, soprattutto in ambito marketing. Basti guardare la Umi, che sforna ogni quattro mesi nuovi device, praticamente identici fra di loro, ma che con un oculata tecnica di marketing riesce a piazzare, molto spesso, i propri prodotti anche in Europa. Ecco, noi ci saremmo aspettati qualcosa di più, soprattutto nell’ultimo evento made in USA.cdla
Nell’evento di presentazione, furono riservati solo pochi minuti alle earphone CDLA, con una sola prova, molto improvvisata a nostro parere, di pochi secondi che, comunque, impressionò il pubblico presente, poi solo serie Le 2 ed EUI. Ecco, sarebbe bastato qualcosa in più, anche a livello mediatico, per far riscuotere a queste earphone il successo dovuto. Tra l’altro, non capiamo il motivo che ha spinto LeEco a fornire le CDLA in accoppiata con i LeMax 2 solo per un breve periodo e solo in India. Ok, ci sono stati investimenti, ci sono stati mesi di studio, ma così il prodotto è poco valorizzato, tant’è che siamo uno dei primi siti in Europa a recensire questo prodotto: molti possessori dei terminali LeEco non sanno nemmeno dell’esistenza di queste cuffie, e questa è una cosa abbastanza grave per un’azienda che ci ha lavorato parecchio sopra. Ovviamente non parliamo di fornirle insieme, magari, ai Le2 o, al massimo, ai Le2 Pro, ma la scelta di non fornirle con gli attuali top di gamma, cioè LeMax 2 e LePro3 ci lascia un po’ perplessi. L’evento, tra l’altro, di San Francisco dell’ultimo 19 ottobre sarebbe stata un’occasione d’oro per sponsorizzarle definitivamente in maniera decente, ma anche questa volta siamo rimasti delusi, pochi secondi, qualche slide e arrivederci ai sognatori. Per assurdo, sia sul sito web che negli eventi, sono state ben più sponsorizzate le bellissime (punti di vista) Wireless Leme che queste CDLA earphone.
No, a nostro parere non ci siamo proprio., ed è un peccato perché in realtà queste cuffie “meritano” e non possiamo che consigliarvi di acquistarle, la differenza si sentirà fin da subito e non vorrete tornare più indietro. Sotto questo punto di vista, LeEco si deve ancora “occidentalizzare”, nonostante ad eventi e presentazioni in grande stile ci abbia già abituato.