Antenucci: cosa dice la regola? – Tutti al VAR

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“Giustizia è stata fatta!”.

Chi, come me, si è spulciato i vari post su Instagram e Facebook degli account ufficiali di Reggiana, Bari e Serie C, si sarà sicuramente imbattuto in decine di commenti, tutti uguali, in cui tifosi di altre squadre si ritengono più che soddisfatti di ciò che è accaduto ieri sera perché con Carrarese, Ternana e più in generale durante la stagione, i favori arbitrali a favore dei biancorossi non sono mai mancati. Curioso.

La nostra storia insegna che proprio nei momenti più belli e concitati, qualcosa deve andare storto. I vari piagnistei delle scorse settimane non devono mai e poi mai influenzare un direttore di gare e, fortunatamente, in queste ultime 3 partite non è stato così, ma sembra come se il destino abbia voluto che il Bari dovesse essere sconfitto a causa di un caso di studio regolamentare molto al limite che, “per una volta vi ha penalizzati!”.

Esordisco subito con il dire che il gol doveva essere annullato, ma è interessante anche sapere che la partita è finita 1-0 per una regola che andrà in pensione dopo appena un anno di vita, dato che a stagione in corso l’IFAB ha fatto subito dietrofront dopo aver capito l’errore commesso in estate, ritornando subito sui suoi passi e anticipando al pubblico la notizia che, già dalla stagione prossima, il gol con tocco, anche fortuito, di mani, andrà analizzato in maniera migliore.

Regola 12 – Falli e scorrettezze – Il fallo di mano (pagina 91)

Senza stare a copia-incollare tutto il regolamento, indico qui i punti più importanti, oggetto di studio e di revisione nell’estate del 2019.

“È di solito un’infrazione se un calciatore:
• tocca il pallone con le mani / braccia quando:
queste sono posizionate in modo innaturale aumentando lo spazio occupato
dal corpo
queste sono al di sopra dell’altezza delle sue spalle (a meno che il calciatore
non giochi intenzionalmente il pallone che poi tocca le mani / braccia).

Quest’anno siamo stati abituati a sentire le famose “aree” del braccio: area verde se il pallone tocca il braccio quando questo è in posizione congrua, quindi magari attaccato al corpo (come ieri sera), area grigia quando è in posizione “dubbia” e c’è quindi bisogno di un’attenta analisi del movimento e dell’azione in generale, ed area rossa quando il braccio è in posizione non congrua e quindi il tocco è sicuramente falloso.

Inoltre, qualche riga dopo, possiamo leggere:

“Ad eccezione delle suddette infrazioni, di solito non è un’infrazione se il pallone
tocca le mani / braccia del calciatore:
[…]
se proviene direttamente dalla testa o dal corpo (compresi i piedi) di un altro
calciatore che è vicino
– se mani / braccia sono vicine al corpo e non si trovano in posizione innaturale
tale da aumentare lo spazio occupato dal corpo.”

Stando a questa parte del regolamento, conosciuta ed accettata da tutti, dopo anni e anni di polemiche e studi, il tocco di Antenucci sarebbe non solo totalmente involontario, ma si troverebbe:
 – in una zona verde, in quando attaccato al corpo, in una posizione congrua e sotto al livello del petto;
 – non aumenta assolutamente il volume dello spazio occupato dal corpo;
 – proviene direttamente dal corpo dell’avversario che si trova a 10 centimetri da lui (e anche qui frughiamo ogni dubbio, l’avversario la prende con il petto).

Tutto perfetto. Ma come detto, nell’estate del 2019 è entrata in vigore una postilla, se così possiamo chiamarla, che fin da subito ha fatto discutere: quella del tocco di braccio/mano, anche fortuito, in caso di gol.

Sempre da regolamento:

È un’infrazione se un calciatore:
[…]
ottiene il possesso / controllo del pallone dopo che questo ha toccato le sue mani
/ braccia e poi:
– segna nella porta avversaria
– crea un’opportunità di segnare una rete.

Nonostante la regola fosse chiara, l’IFAB ha comunque integrato successivamente per frugare ogni dubbio:

Se un calciatore tocca accidentalmente il pallone con la mano e il pallone va a un altro calciatore della squadra che attacca e la squadra segna immediatamente, è fallo.

Inoltre anche il capo degli arbitri italiani Nicola Rizzoli ha voluto chiarificare le casistiche dopo le prime giornate di campionato.

In pratica, per evitare qualsiasi polemica, se prima di un gol c’è un tocco di mano/braccio, anche accidentale, da parte di uno degli attaccanti, il gol va annullato.
Questa regola è stata aspramente criticata fin dall’inizio del campionato, in quanto un semplice tocco di mano, anche attaccato al corpo, o un rimpallo fortuito a distanza di pochi centimetri, è sanzionabile con il fallo e punizione per la squadra difendente.
Il tutto si aggiunge alla questione dei tocchi di mano fortuiti che hanno portato, quest’anno, ad un numero esponenziale di rigori in Serie A, sanzionando qualsiasi tocco di braccio.

L’IFAB, come detto precedentemente, ha deciso fin da subito di ritornare sui suoi passi e modificare questa regola:

  • Il fallo di mano accidentale di un giocatore in attacco sarà penalizzato soltanto nel caso in cui “immediatamente” si traduca in un goal o in un’ovvia opportunità per il giocatore e/o la sua squadra di segnare un goal (ad esempio se, dopo il fallo di mano, la palla viaggia solo per breve distanza o ci sono pochissimi passaggi)
  • Al fine di determinare chiaramente il fallo di mano, il limite del braccio è stabilito nel punto inferiore dell’ascella.

Traduzione spiccola, l’episodio di ieri non sarebbe sanzionabile in quanto nonostante fosse fortuito, il braccio era in un punto inferiore all’ascella, dato che era attaccato allo stomaco.