Auteri, chi è il nuovo tecnico biancorosso

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Gaetano Auteri, ph. Corriere dello Sport
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Adesso è ufficiale, dopo la Finale di Play Off persa mestamente contro la Reggiana, il Bari ripartirà da un nuovo allenatore: Gaetano Auteri
Non sono bastati, infatti, i 27 risultati utili consecutivi a Vincenzo Vivarini per rimanere sulla panchina dei biancorossi, un record invidiabile reso vano dalla sconfitta a Reggio Emilia, sia per il risultato sportivo che per la permanenza del mister abruzzese alla guida del Bari.
Sulle motivazioi se ne potrebbe parlare all’infinito, ma le ultime prestazioni (pareggio casalingo con la Ternana e Carrarese, più la sconfitta in finale), assieme agli scontri diretti del girone di ritorno in cui il Bari ha racimolato 4 punti su 12 disponibili (giocando però tutte le partite in trasferta) hanno pesato e non poco sulla decisione della società.

Chi è Auteri, carismatico con un pizzico di presunzione

Come detto, dopo una lunga pausa di riflessione da parte della società e del nuovo DS Romairone, si è deciso di interrompere un ciclo per riaprirne uno nuovo: Auteri infatti è il terzo allenatore della SSC Bari dopo il già citato Vivarini e Giovanni Cornacchini, esonerato la scorsa stagione dopo aver riportato i biancorossi in Serie C. 

Nato a Floridia, in provincia di Siracusa, da calciatore l’ex attaccante ha vissuto sempre tra la Sicilia e la Lombardia, vestendo le maglie di Siracusa, Varese, Monza, Palermo, Licata e Sicula Leonzio, con una breve apparizione anche tra le fila dei grifoni del Genoa
Proprio con il Siracusa Auteri calcò i primi passi da professionista, dopo aver fatto la classica gavetta nelle giovanili i cui allenamenti li raggiungeva “facendo l’autostop dopo la scuola“, una cosa che ai più potrebbe sembrare bizzarra ma che dietro nasconde una grande passione e determinazione che si porterà dietro per tutta la sua sfortunata carriera.
Sfortunata, sì, perché dopo l’acquisto del suo cartellino da parte del Varese, che lo fece debuttare in Serie B a 20 anni, due infortuni al menisco con conseguente erosione della cartillagine del ginocchio, compromettono pian piano la sua carriera professionistica, dopo essere stato selezionato anche per la nazionale U21 italiana.

Prima Varese, poi Genoa e Monza per finalmente tornare nuovamente nella sua Sicilia, tante tappe preliminari ad un futuro che, dopo gli infortuni, era già scritto: “Potresti fare il preparatore dei portieri” si sentì dire poco più che trentenne. In cuor suo Auteri infatti sapeva che non avrebbe potuto continuare a giocare a calcio, e fu così che “Passai un’estate intera a documentarmi sugli allenamenti dei portieri“, per poi scalare pian piano le gerarchie di quel Atletico Catania che per primo ha creduto nelle sue doti da allenatore.

Carismatico, passionale ma molto meticoloso, se dovessimo usare tre aggettivi per descriverlo, probabilmente questi sarebbero i più adatti. 
Ha fatto la famosa gavetta, partendo dal basso per apprendere e soprattutto studiare, perché il suo famoso “credo tattico”, un 3-4-3 molto collaudato ed offensivo che, in molti articoli come questo viene anche fin troppo “divinizzato”, è frutto di anni di studio, di tentativi e soprattutto di meticolosi aggiornamenti. In una parola, Esperienza.
Per tanti anni l’allenatore Siciliano ha girovagato prima per la Sicilia, poi per più o meno tutto il Meridione, riuscendo a concludere ogni singola stagione alla guida della squadra senza mai essere esonerato (se non si conta la brevissima parentesi al Latina dove, dopo sole 3 partite, fu sostituito da Breda) e questo non solo grazie ai risultati portati a casa (dalle salvezze ai piazzamenti nei Play-Off, passando per le 2 promozioni in B ed altrettante in C), ma anche alla sua determinazione e al cercare sempre di migliorare e di migliorarsi, perché il suo mantra è sempre uno, mai accontentarsi.
A tal proposito, in un’interessante intervista a Gianluca Di Marzio si è soffermato per un attimo nel cambiamento generazionale di ragazzi che “già si sentivano fenomeni di Serie A, io li guardavo veramente senza parole. La verità è che ‘tu’ puoi avere tutte le qualità del mondo, ma non sei nessuno se non diventi uomo”, cose molto spesso viste sia in Serie A, sia alle nostre latitudini.

Negli ultimi mesi Auteri si è spesso “candidato” alle panchine più importanti della Serie C,  da quella palermitana a quella, per l’appunto, biancorossa.
Forte dei sui ideali, infatti, l’allenatore siciliano non ha mai avuto particolari peli sulla lingua ed è sempre apparso anche fin troppo sicuro di se, dote rara in un calcio sempre più “mascherato” dove calciatori e allenatori non devono mai esporsi più di tanto e nascondersi dietro una finta modestia a volte anche troppo “forzata”.
“Un San Nicola pronto a esplodere di passione e 50mila spettatori sugli spalti”, questa la promessa di Auteri qualche settimana fa quando, per la prima volta, venne accostato il suo nome al Bari, dimostrando fin da subito di non temere il confronto con una piazza importante che spesso è riuscita a far vacillare molti tecnici e allenatori negli ultimi anni.
Chissà se, Coronavirus a parte, la squadra biancorossa riuscirà davvero a far appassionare nuovamente una città intera come accaduto di rado nell’ultimo ventennio.

.COME GIOCA: IL SUO 343

 

 

Come già accennato, Auteri ha un’idea tattica ben precisa, un 343 rapido, intenso e offensivo.
Se questo sistema di gioco viene interpretato correttamente, il portiere non serve“, diceva non poco tempo fa un certo Zaccheroni, una frase forzata che però porta dietro di sé un fondo di verità non trascurabile, dato che questo modulo permette alla squadra di occupare quasi ogni posizione del campo, chiedendo però un sacrificio non indifferente agli esterni di centrocampo che sono la parte vitale di questo sistema.

Storicamente il 343 non è un modulo facile da interpretare e ha bisogno di movimenti collaudati e simbiotici da parte di tutta la squadra. La natura offensiva del sistema di gioco non deve mai portare ad una squadra sbilanciata in avanti, con i solo i 3 difensori ed uno dei due mediani rimangono a coprire la fase difensiva in caso di contropiede, ma richiede uno sforzo da parte di tutti, soprattutto gli esterni che devono sapere sia coprire che attaccare.
Negli ultimi anni, promotori di questo sistema di gioco sono stati sicuramente Gasperini e Di Francesco, ma anche Dionigi e lo stesso Auteri nelle serie inferiori.
Proprio quest’ultimo ha un’idea di gioco ben precisa che è stata analizzata e approfondita ottimamente in questo articolo di AssoAnalisti da cui prenderemo giusto qualche spunto.

 

Partendo sempre dalla difesa, infatti, quando i 3 centrali si preparano a ricevere palla dal portiere, i quinti si abbassano sempre sulla linea difensiva per dare ampiezza e più opportunità di manovra, consentendo spesso ad almeno un mediano di essere più libero di prendere palla e cominciare l’azione.
Molto importante è ovviamente la fase offensiva: oltre al gran pressing da effettuare, i 3 attaccanti vengono coinvolti poco in fase difensiva, per essere soprattutto pronti per le ripartenze. Il perno centrale è molto importante, perché oltre ad essere la punta di diamante del reparto offensivo, è spesso lui a raccogliere ed indirizzare il pallone verso le ali che non di rado si ritrovano ad attaccare addirittura nella stessa fascia, per creare superiorità e permettere al quinto opposto di penetrare in area in attesa di un cross.

Nel caso in cui vogliate “studiare” un po’ di più il funzionamento di questo sistema di gioco, vi consiglio questi altri articoli di MisterCalcio e 1000cuorirossoblu che analizzano ottimamente il 343.

COME CAMBIA IL BARI CON LUI

Con l’arrivo di Auteri il Bari cambia inevitabilmente faccia, sia a livello di modulo che di organico. Difficile fare previsioni circa

Eugenio D’Ursi, protagonista due stagioni fa sotto la guida di Auteri

il mercato e le nuove pedine che il DS Romairone potrebbe inserire nello scacchiere biancorosso, ma sicuramente il primo compito del nuovo mister sarà quello di rivalutare i “delusi” della scorsa stagione. 
Il primo a giovare di questo avvicendamento in panchina sarà sicuramente Eugenio D’Ursi, atleta che con Auteri a Catanzaro ha già dimostrato di essere un giocatore di categoria, capace di cambiare gli equilibri e di potersi giocare le proprie chance in una squadra di vertice. Con molta probabilità sarà lui uno dei titolari in un reparto offensivo che, al momento, ha come uniche certezze i due calciatori che hanno letteralmente trascinato per un’intera stagione la squadra biancorossa, Mirko Antenucci e Simone Simeri, giocatori con caratteristiche totalmente differenti che si contenderanno quasi certamente la guida dell’attacco barese.
Inevitabile, comunque, il ricorso al mercato per un reparto che, al contrario delle prime aspettative, si è ritrovato particolarmente in apnea per tutta la scorsa stagione. Futuro incerto invece per Samuele Neglia e Franco Ferrari, con il primo che torna a Bari dal prestito alla Fermana e l’argentino che tornerà al Napoli dopo la stagione disastrosa sponda Bari e Livorno. Per Neglia le porte della squadra biancorossa potrebbero riaprirsi mentre per Ferrari, costato al Napoli 750.000 euro il futuro sembra essere lontano dal San Nicola.

A centrocampo scalpita Maita, che ha già impressionato sotto la guida del mister siciliano nel Catanzaro e che, in breve tempo, è riuscito a cambiare volto ad un reparto centrale che troppe volte, nel corso della scorsa stagione, era apparso statico e sulle gambe. 
Accanto a lui ci sarà una vera e propria lotta senza esclusione di colpi. Auteri predilige un calcio mobile, fatto di verticalizzazioni, manovre veloci e tanta intensità, progetto che non si sposa appieno con le caratteristiche dei vari Bianco, Scavone e Schiavone che adesso, dopo una stagione sotto le aspettative, possono essere messi in discussione. Ad oggi il più avvantaggiato sembra quindi essere Hamlili (fresco di rinnovo) che, nonostante alcuni limiti fisici, è il centrocampista che meglio si sposa con le idee tattiche di Auteri, ma sembra certo che si ricorrerà al mercato per cercare una figura più adatta che, al momento, in rosa sembra non essere presente.
Discorso a parte per la vera delusione della scorsa stagione, Folorunsho. Il 22enne, arrivato come vero colpaccio per il centrocampo biancorosso, ha sì sofferto l’infortunio muscolare che l’ha messo ai box per molte settimane, ma anche dopo la completa riabilitazione non ha mai davvero convinto. Il suo futuro sembra quindi lontano da Bari: il mercato sembra addirittura vociferare di interessamenti in Serie B, ma potrebbe anche venir considerata come pedina di scambio per arrivare ad altri calciatori come Daniele Donnarumma del Monopoli che sembra essere il primo obiettivo per le fasce del centrocampo che, nel 343 di Auteri, svolgono un ruolo fondamentale.

Kupisz, potrebbe essere lui l’arma a sorpresa del nuovo Bari

Sulle linee laterali infatti il futuro è assai incerto: dovesse rimanere, Filippo Costa sarebbe sicuramente la colonna portante della fascia sinistra biancorossa, ma il forte interessamento per Salvatore Celia, esterno sinistro reduce dall’avventura all’Alessandria, e soprattutto per l’esterno del Monopoli Donnarumma potrebbero cambiare le cose. Costa ha molti apprezzamenti in B ed un’altra stagione in Serie C potrebbe non essere molto gradita.
Da non sottovalutare il rientro in rosa di Kupisz che, dopo una buona seconda parte di stagione tra le fila del Trapani in cadetteria, potrebbe giocarsi seriamente le sue carte nel nuovo scacchiere biancorosso, sia come esterno di centrocampo che come ala d’attacco. Anche per lui si vociferano interessamenti dalla Serie B, ma come confermato dal suo agente, partirà per il ritiro del Bari e potrebbe essere il primo vero acquisto per una squadra che avrebbe sicuramente bisogno delle sue qualità fisiche e tecniche. A Trapani è stato spesso tra i migliori ed è riuscito a risollevare una squadra che a Gennaio sembrava spacciata.
Tra i delusi della scorsa stagione spicca Corsinelli, anche lui potrebbe essere utilizzato come pedina di scambio ed il suo futuro in biancorosso pare essere in discussione, ma è comunque un discorso prematuro prima della partenza per il ritiro. Sulla destra, nonostante la stagione non esaltante, pare scontata la permanenza di Filippo Berra che al momento, assieme a Kupisz, è l’unico esterno di ruolo in quella fascia. Mai come questa stagione dovrà dimostrare come le ottime prestazioni con la maglia della Pro Vercelli non siano state solo frutto del caso.

Il reparto più solido comunque sembra essere quello difensivo. Assodata la permanenza in porta di Frattali, la retroguardia dovrebbe partire dalla forte base creata negli ultimi mesi. A meno di offerte allettanti, Alessio Sabbione sarà la vera colonna portante di una difesa che non potrà più prescindere da Di Cesare e che potrà quasi sicuramente contare nuovamente su Matteo Ciofani e, soprattutto su Marco Perrotta, difensori duttili che nonostante non abbiano convinto appieno nell’ultima parte della stagione, si sposano perfettamente con le caratteristiche di una difesa a 3 che dovrà sorreggere una squadra, almeno sulla carta, particolarmente offensiva. A parte Perrotta, però, il reparto difensivo è composto da giocatori abbastanza fisici e statici, che ha sofferto particolarmente avversari come Kargbò, Kanoutè e Fella (giusto per citarne alcuni) anche grazie al poco filtro effettuato dal centrocampo, motivo per il quale il DS Romairone dovrebbe regalare ad Auteri un difensore con caratteristiche diverse rispetto ad i difensori già presenti in rosa. Di ritorno dal prestito Cosimo Nannini che, dopo una prima parte in ombra, aveva man mano conquistato il posto da titolare nel centrocampo a 5 del Piacenza arrivando addirittura al gol contro il Südtirol. Per lui probabile un nuovo prestito, ma non è da escludere la sua permanenza ai danni del già citato Corsinelli.

Oggi il Bari giocherebbe così:

La novità regolamentare sulle rose, obbligherà Romairone e Auteri a fare delle scelte: 22 sarà il numero massimo di tesserati, quindi per ogni entrata dovrà corrispondere almeno un uscita e non ci saranno, sicuramente, scelte facili da effettuare soprattutto in uscita.
In data 24/08/2020 è stata diramata la lista dei convocati per il ritiro estivo di Cascia:

Portieri: Pierluigi Frattali (1985), Davide Marfella (1999), Luca Liso (2002).
Difensori: Matteo Ciofani (1988), Filippo Berra (1995), Alessio Sabbione (1991), Valerio Di Cesare (1983), Marco Perrotta (1994), Filippo Costa (1995), Francesco Corsinelli (1997), Cosimo Nannini (1999), Giuseppe Esposito (1999).
Centrocampisti: Zaccaria Hamlili (1991), Michael Folorunsho (1998), Raffaele Bianco (1987), Andrea Schiavone (1993), Manuel Scavone (1987), Mattia Maita (1995), Giovanni Terrani (1994), Francesco Bolzoni (1989), Tomasz Kupisz (1990).
Attaccanti: Simone Simeri (1993), Mirco Antenucci (1984), Eugenio D’Ursi (1995), Samuele Neglia

La rosa (al momento incompleta) presenta ben 25 giocatori, 3 sopra il limite, per cui il primo compito di Romairone sarà quello di piazzare gli esuberi.