Conosciamo i nostri avversari: ACR MESSINA 2017

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Non poteva che iniziare in “grande stile” il percorso dilettantistico dei biancorossi: la prima partita del Girone I, infatti, vedrà scontrarsi due “nobili decadute” del calcio italiano, l’ACR MESSINA 2017 e, appunto, l’SSC BARI 2018.

Dall’ultima comparsa nel calcio che conta dei giallorossi ne è passata di acqua sotto i ponti e la squadra siciliana è una di quelle società storiche, tra cui annoveriamo anche la Reggina, che dopo il fallimento del 2009 non è riuscita più a rialzarsi, rimanendo invischiata nelle basse leghe del calcio italiano anche a seguito di un altro doloroso fallimento, quello del 2017.
Il Messina, infatti, non è più quella mina vagante di cui tutti ci ricordiamo, grazie anche a bomber di provincia quali Schillaci, Riganò  e Di Napoli e giocatori del calibro di Giampà, Catalano e Coppola,, bensì una squadra ed una piazza faclidiata da false promesse e problemi societari che la stanno tenendo lontana dal calcio che conta da quasi 10 anni.

Un po’ di Storia

Parlare della storia del Messina è, probabilmente, uno dei compiti meno ardui (e magari un po’ nostalgici) per quanto riguarda questo girone,
Nata nel 1900, la società messinese può annoverare 10 partecipazioni in nella massima serie, 35 in Serie B (17 società per tornei disputati) e 17 in Serie C, partecipazioni che fanno del Messina una delle società più importanti del Sud Italia e, ovviamente, della Sicilia.
Da sempre mina vagante, soprattutto nella seconda e nella terza serie nazionale, il Messina non ha in realtà un grande palmares (solo qualche primo piazzamento in C ed uno in B) ma ancora negli occhi di tutti è la qualificazione per la Coppa Uefa (quando ancora si chiamava così) a seguito di un incredibile settimo posto in Serie A raggiunto nel 2005 che, però, non servì a nulla in quanto la società non riuscì (per inadempienze finanziarie) ad ottenere la Licenza Uefa. In quella squadra c’erano alcuni volti che avremmo visto più in la negli anni ma soprattutto un attacco formato da gente del calibro di Nicola Amoruso, Arturo di Napoli e Riccardo Zampagna che, ancora oggi, potrebbero dire la loro in una Serie A in cui ormai sono sempre più rari i famosi “bomber di provincia” che facevano sognare le piccole ed indiavolare le squadre più blasonate.

Il fallimento del 2009, a seguito di problemi finanziari che diventarono insostenibili dopo la retrocessione in B di due anni prima ad opera degli odiati Reggini (in uno degli scontri salvezza più sentiti degli ultimi 20 anni), non fu in realtà il punto più basso della storia giallorossa. L’ACR Messina, infatti, aveva già vissuto precedentemente un fallimento “rocambolesco”, causato sempre da altre inadempienze finanziarie che portarono la FIGC, nel 1994, ad escludere la società messinese dal calcio professionistico dopo sforzi economici importanti che, dopo la scalata dalla B alla C dopo 18 anni, cercarono di poter garantire alla squadra messinese dei campionati importanti senza, però, portare ai risultati sperati. Degni di nota furono, in quegli anni, i campionati di B con a capo il compianto Franco Scoglio che lanciò per primo un certo Totò Schillaci che, solo qualche anno dopo, ci avrebbe fatto sognare ad Italia 90.

Doppi ex ce ne sono tanti, da Fascetti che  «A Messina non volevo andarci e poi non volevo ripartire. La città è bellissima» ai vari ProttiAlvarez, Donati, D’Agostino e, soprattutto, Parisi che hanno scritto pagine indelebili della storia del club scudato.

Storia Recente, rosa e allenatore

La storia recente del Messina è abbastanza “anonima”: dopo il fallimento del 2009 la squadra giallorossa non è più riuscita a riemergere, causa continui cambi societari con relativi problemi finanziari che non hanno permesso l’avvio un qualsiasi progetto sportivo a medio/lungo termine, il che ha portato ad uno stravolgimento della rosa quasi ogni stagione.

Lo scorso campionato la squadra siciliana si è piazzata al settimo posto, ad appena una piazza dall’ultimo posto utile per disputare i discutibili playoff di Serie D. Le stagioni precedenti, prima dell’ennesimo fallimento, aveva i invece visto i messinesi protagonisti in Serie C con buoni piazzamenti sotto le gestioni Grassadonia e Di Napoli, piazzamenti che comunque non le avevano permesso di partecipare ai Play-Off.

Nonostante il motto di quest’anno sia la “forza e la compattezza del gruppo“, anche per questa stagione la rosa è stata quasi totalmente stravolta, acquisendo prevalentemente giocatori giovani o abbastanza esperti dalle altre squadre siciliane del Girone, motivo per cui è difficile riuscire a dare un’impressione o studiare i dati delle stagioni precedenti. “Punta di diamante” è sicuramente il nuovo acquisto Genevier, vecchia conoscenza della Serie cadetta che ha spesso impensierito il Bari nelle partite in cui ha giocato contro i biancorossi. Da attenzionare particolarmente è la punta Rabbeni, anch’essa neo acquisto dei siciliani, già in rete in Coppa Italia contro l’Igea Virtus oltre l’acquisto last-minute di Arcidiacono, sempre in attacco, che innalza ancor di più l’esperienza in una rosa che può contare anche giocatori come Cossentino e Porcaro.
Nuovo è anche l’allenatore, Pietro Infantino, classe ’66 di Cammarata, alla sua terza esperienza tra i dilettanti dopo aver guidato il Gela e l’Acireale rispettivamente ai Play-Off ed ad una tranquilla salvezza.

I precedenti

Data l’importanza delle squadre, i precedenti sono molti, ben 43. Nonostante il bilancio complessivo sia a favore del Bari (20 vittorie, 12 pareggi e 11 vittorie dei giallorossi), le trasferte in Sicilia sono state poche volte terra di conquista dei biancorossi: 6 solamente le vittorie tra cui l’ultimo incontro ufficiale tra le due squadre, quello del Marzo del 2008, che vide il Bari imporsi per 2-1 grazie ad un Lanzafame in gran spolvero che, proprio in quell’occasione, si impose definitivamente in un cantiere aperto qual’era il Bari del primo Antonio Conte.
Questa è la prima sfida tra le due squadre in Serie D.

 

Lo Stadio: Stadio Franco Scoglio (San Filippo)

Una delle note meno liete del calcio messinese è sicuramente lo stadio Franco Scoglio, più noto come “San Filippo“, nato nel 2004 e, dopo soli 14 anni, ridotto in condizioni disastrose.
Dopo l’abbandono del Giovanni Celeste, stadio storico di Messina non più a norma per questioni di sicurezza, il Comune di Messina investì un credito che vantava dagli anni di Italia 90 per costruire, nel 2000, il nuovo Stadio che fu completato ed inaugurato nel 2004, anno del ritorno in Serie A della squadra locale.
Con ben 39000 posti a sedere, il San Filippo è la struttura sportiva più grande della Sicilia e, nel 2004, anche uno degli stadi più all’avanguardia dell’intero panorama calcistico italiano: tribune a ridosso del campo da gioco, struttura generale e grandi comfort erano di sicuro i punti forti di questa struttura che, nel giro di pochi anni, ha risentito e non poco dell’incuria da parte della società e dell’amministrazione locale. Quella struttura, infatti, che era considerata un fiore all’occhiello non solo della città di Messina ma di tutta la Sicilia in generale, è diventata in tutto e per tutto una cattedrale fatiscente di cui tutti si vorrebbero disfare: dopo il crollo di un muro di contenimento nel 2011, lo stadio non ha ricevuto più un’adeguata manutenzione e ha obbligato la questura, per ben 5 anni, a limitare l’affluenza allo stadio (complice anche la scarsa partecipazione in generale) a soli 6000 posti a sedere. Più volte le varie società che si sono avvicendate hanno considerato il San Filippo una struttura inutile e dannosa per le casse societarie e comunali, ma l’idea di trasferirsi nuovamente al Giovanni Celeste è sempre tramontata per questioni di sicurezza.

Oggi lo stadio versa in condizioni “decenti” grazie ad alcuni interventi di manutenzione straordinaria effettuati dal comune che, fiutando l’opportunità di ospitare grandi concerti, l’ha reso di nuovo quasi completamente agibile riuscendo poi ad ospitare concerti molto importanti quali quelli di Vasco Rossi e i Negramaro.
Nonostante questi interventi, però, non sempre lo stadio può ospitare le gare calcistiche e le ultime vicissitudini, frutto di documentazioni e autorizzazioni smarrite, ne sono la conferma. Decente, invece, non può essere il terreno di gioco che nelle prime uscite stagionali ha mostrato letteralmente il fianco: erba bruciata, ampi spazzi terrosi e buche sono solo alcune caratteristiche che ci attendono e su cui bisognerà fare particolarmente attenzione, soprattutto per quanto riguarda l’integrità fisica.

Foto di Normanno.com – Le condizioni del derby di qualche giorno fa

La prima uscita stagionale, Coppa Italia con l’Igea Virtus, è stata disputata a porte chiuse (con l’immagine eloquente, girata nei giorni scorsi, dei tifosi che cercavano di assistere alla partita da una collinetta adiacente) mentre la successiva, il derby con il Città di Messina, sempre in Coppa, ha potuto ospitare solo qualche migliaio di persone, spettatori tra cui non erano previsti gli ospiti.

 

Arbitro della gara: Davide Di Marco della Sezione di Ciampino.

La gara sarà diretta dal Sig. Davide Di Marco della sezione di Ciampino coadiuvato dai Sig. Roberto Allocco di Bra e Domenico Castro di Livorno.
Parlare degli arbitri a questo livello è molto difficile ma ci viene sicuramente in aiuto un particolare, l’importanza della gara che, sicuramente, ha richiesto una particolare attenzione (attenzione che l’Organo Tecnico Nazionale dovrà sempre prestare per le gare del Bari) da parte del designatore.

Nonostante le statistiche siano difficilmente accessibili, Di Marco è uno degli arbitri più promettenti della Sezione di Ciampino, prova ne è il fatto che a luglio del 2014 passò dall’OTR (Organo Tecnico Regonale) al OTN (Organo Tecnico Nazionale) divenendo l’arbitro di Ciampino più giovane a tagliare questo traguardo.

Dal 2015 Di Marco arbitrerà la sua cinquantesima partita in Serie D arrivando a dirigere anche una gara di Poule Scudetto dello scorso campionato tra Albissola e Vis Pesaro.
Lo scorso anno ha diretto parecchie partite importanti tra cui troviamo anche un Taranto-Altamura e un Manfredonia-Nocerina. Dalle statistiche è un arbitro che, nelle partite più movimentante, non esita ad uscire i cartellini e questa potrebbe per lui essere una stagione molto importante, prova ne è appunto questa designazione.