Conosciamo i nostri avversari: AP Turris Calcio

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Dopo quattro gare abbastanza semplici per la compagine biancorossa, al San Nicola ecco il primo vero “big match” del campionato: Bari-Turris.
Acclamata a gran voce come vera ed unica rivale dei galletti, la Turris non se la sta passando benissimo ma i valori in campo sono di tutto rispetto e la gara è tutt’altro che decisa già in partenza.

UN PO’ DI STORIA

Il calcio a Torre del Greco nasce nel 1920 con la storica Torrese, squadra che riuscì a dir la sua nelle leghe campane a cavallo delle due guerre che, poi, ne decretarono la morte. Il vuoto lasciato dalla Torrese fu colmato nel ’44 quando alcuni cittadini appassionati decidono di riportare il calcio in città formando la Società Polisportiva Turris che fu inizialmente iscritta alla Prima Divisione campana. La temibile compagine torrese riuscì, nel giro di due anni, a conquistare la Serie C dopo un campionato ad altissimo livello (sebbene tramite ripescaggio). Di lì in poi la storia corallina sarà fatta di alti e bassi tra la Serie C, massima categoria della squadra corallina, e le più infime categorie regionali.

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Il “sogno” della C durò poco: una società molto giovane e il livello sempre più alto delle avversarie provocarono la retrocessione in Promozione (l’allora quarta serie italiana) della Turris, categoria dalla quale, nonostante i grandi sforzi economici e sportivi da parte della società, la squadra torrese non riuscì a “scappare”, rimanendoci impantanata per quasi venti anni. I corallini ritorneranno nel calcio professionistico solamente nel ’71, dopo aver sfiorato per ben 3 volte la promozione, dando poi vita ad una serie di partecipazioni in C (tra C1 e C2) lunga 30 anni durante i quali si metteranno in mostra giocatori come Vivarini, Amodio, Fissore, Fioravanti, Grava e doppi ex quali Tarallo, Gautieri e Soda.

Storiche, sicuramente, sono le formazioni che hanno sfiorato la B: nel 46/47 quando i corallini arrivarono secondi nel girone meridionale della Serie C (risultato più importante della storia della società campana) e nel 72/73 quando, guidati da Caocci, Arbitrio e Incarelli, si classificarono al terzo posto dietro Avellino e Lecce, risultati mai più eguagliati nei deludenti decenni successivi.
Dopo la retrocessione in Serie D, nel 2000, la Turris non ha più partecipato ad alcun campionato professionistico, entrando in un grossa crisi che porterà guai sportivi e finanziari nel corso dei primi anni del nuovo millennio.

L’EVOLUZIONE DELLA MAGLIA

Come riporta Vesuvio Live, che a sua volta prende spunto dal libro “F.C. Turris 1944di Ciro Altiero e Giuseppe D’Urzo, la Turris, che oggi tutti conoscono come “Corallini”, non è subito nata con il rosso corallo come colore sociale, bensì con il verde.
Colore della prima squadra di Torre Del Greco, la Torrese, il verde ha accompagnato la squadra campana per i primi anni della sua vita.
Il color corallo,
la cui lavorazione ha reso Torre del Greco famosa nel mondo, compare solo negli anni 70, dopo aver “provato” varie tonalità di rosso (dal rosso acceso al “granata” degli anni ’60), e da allora è diventato il colore principale della squadra.

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Le storia però non si cancella e per questo “l’anima” della Torrese è ancora ben presente. Nonostante l’evoluzione del colore, con il Corallo che piano piano ha “spodestato” il verde, quest’ultimo è ancora presente, sia nel logo (dove compare nella parte superiore), sia nelle maglie dove, nonostante i colori di riferimento siano diventati il bianco ed il corallo, riesce a ritagliarsi spazio negli inserti o nelle casacche “secondarie” come quelle dei portieri o quelle per le trasferte.

 

STORIA RECENTE, ROSA E ALLENATORE

La storia recente della Turris è colma di delusioni che l’hanno portata a cadere nel dilettantismo, frutto di tre retrocessioni consecutive (dalla C2 alla D, dalla D all’Eccellenza e dall’Eccellenza alla Promozione) nei primi anni del 2000 Dal 2004 la Turris è componente fissa dei gironi meridionali della Serie D (ha giocato nel Girone H, nel Girone G e nel Girone I), gironi nei quali poche volte è riuscita a dir la sua in ottica promozione: la stagione più importante è sicuramente stata quella del 2013 dove, sotto la guida dell’attuale allenatore Fabiano, la squadra corallina si è classificata seconda dietro la Torres, trionfando in Coppa Italia di Serie D senza tuttavia riuscire nell’impresa del salto di categoria.

Negli ultimi anni, frutto della crisi e di proprietà molto poco “limpide”, la squadra campana ha rischiato più volte di scomparire: solo per merito dei consueti “giri” di titoli sportivi che, in queste categorie, sono all’ordine del giorno, la società torrese ha potuto rimanere in vita, prima acquisendo il titolo e giocatori del Neapolis (grazie ai quali riuscì a fare il campionato di alta classifica del 2013), poi quello del Miano per poi staccarsi e diventare di nuovo “indipendente” dando vita al Associazione Sportiva Dilettantistica Turris Calcio.
Nonostante le grandi premesse, i corallini l’anno scorso hanno rischiato grosso, classificandosi 13esimi nel comunque molto complicato girone campano-pugliese, salvandosi solo ai Play-Out contro l’Aversa Normanna, un risultato figlio comunque delle grandi incertezze societarie che tutt’ora rendono incerto il futuro della squadra. La proprietà, per questo, ha deciso di svoltare, facendo ingenti investimenti che hanno portato la Turris ad essere considerata da tutti come principale avversaria del Bari in questa stagione in cui molte società hanno deciso di non puntare più del dovuto sul sogno promozione.

La rosa attuale è colma di acquisti (quindi cartellini di proprietà, molto rari in questa categoria) fatti in estate, prevalentemente dalle società del loro vecchio girone d’appartenenza, il Girone G, apparentemente di livello più alto rispetto a quello siculo-calabro.
Se siamo stati abituati ad incontrare squadre giovani e “sbarazzine”, domani non sarà assolutamente così: come il Bari, infatti, la Turris può contare su un blocco di comprovata esperienza per la categoria: in difesa spiccano i 30enni Francesco Di Nunzio (che ha militato sempre in squadre di medio/alto livello come Sorrento, Juve Stabia, Cosenza, Sudtirol e Catanzaro), Alessandro Varchetta (da sempre in D, soprattutto nel girone campano) e Nicola Lagnena (tornato alla base dopo aver girovagato l’Italia e giocato anche in Lega Pro) a cui si affiancano giovani terzini di gamba come Stefano Esempio e Raffaele Auriemma; a centrocampo il 27enne Raffaele Vacca, vecchia conoscenza del Gravina, Daniele Franco e Domenico Aliperta, ex giocatore delle giovanili del Bari, che ha giocato le sue ultime due stagioni ad altissimi livelli con la Nocerina e l’Altamura; l’attacco formato dal capitano Fabio Longo, arrivato dal Cerignola dopo tre stagioni in cui ha segnato 58 reti in 99 gare, il temibilissimo Max Celiento ed il giovane Pasquale Messina, scuola Napoli proveniente dalle giovanili del Parma.

Proprio su Longo bisognerà fare particolare attenzione: questa stagione, tra Coppa e Campionato, è andato in rete ben 4 volte ed è da sempre un attaccante abituato a segnare, nonostante non abbia mai avuto la possibilità di dimostrare le sue qualità in una categoria differente dalla Serie D. Le statistiche parlano chiaro: 127 gol in 359 partite sono un curriculum di tutto rispetto per un attaccante che, arrivato ai 30 anni, ha ancora molta fame di gol.
L’altro elemento molto pericoloso dei corallini è sicuramente Celiento, dotato non solo di discreta corsa ma anche di un ottimo tiro che, dato  il 433 a piedi invertiti utilizzato dal mister torrese, lo porta spesso alla conclusione con la quale ha già siglato due reti in campionato, l’ultima delle quali un gran tiro a giro contro il Rotonda alla quarta giornata di campionato.

L’allenatore torrese è Franco Fabiano, espertissimo mister nato proprio a Torre del Greco che conosce la Serie D come pochi altri possono vantare.
La stagione della Turris era iniziata con un’altra guida tecnica, Teore Grimaldi che però, a seguito di screzi con la società, si è dimesso dal suo incarico insieme al DS Governucci, aprendo quindi la strada al ritorno di fiamma di Fabiano che già nel 2012 aveva guidato la squadra della sua città.
Dopo averla portata al secondo posto e alla conquista della Coppa Italia di Serie D, per Fabiano si sono aperte due volte le porte della Lega Pro: nel 2013 con l’Aversa Normanna e nel 2016 con l’Arzanese (che ha guidato l’anno prima alla promozione), centrando entrambe le volte l’obbiettivo della salvezza.
Fabiano predilige, come molti allenatori dilettantistici, il calcio offensivo con il classico modulo a tre punte in avanti, un modulo che punta ad esaltare la caratteristiche di corsa degli esterni corallini, tutti a supporto dell’unica punta.

STAGIONE CORRENTE E LA PARTITA DI DOMANI

Su questa stagione le aspettative generali sono altissime. Sia i tifosi, sia gli addetti ai lavori che le cariche dirigenziali hanno puntato molto su questa rosa che, secondo l’ex DS Governucci “è stata costruita per questo: vincere tutte le partite“.
Le tante attese hanno però tirato un brutto scherzo alla Turris: un’inizio altalenante, i due punti di penalizzazione inflitti ad inizio campionato e i rapporti “bellicosi” tra gli esponenti della società e quelli sportivi, hanno portato all’addio dell’allenatore Grimaldi e del già citato Governucci dopo sole tre giornate, costringendo la squadra a ripartire quasi totalmente da 0.

La stagione, infatti, non è cominciata nei migliore dei modi per la squadra di Torre del Greco: dopo le due vittorie consecutive in Coppa Italia ai danni di Pomigliano e Nocerina, i corallini sono ritornati prepotentemente sulla terra alla prima di campionato a Rocella dove sono usciti letteralmente con le ossa rotte a causa della vittoria dei padroni di casa per 4-1, merito anche di una prestazione molto grigia da parte dei giocatori torresi.
La successiva vittoria in casa per 3-1 contro il Troina, però, non ha scacciato gli spettri in quanto la Turris è poi uscita di nuovo sconfitta nella trasferta successiva, per 1-0, in casa dell’ottima Sancataldese già affrontata dai biancorossi.

I 4 punti in classifica non devono però far sottovalutare la pericolosità della squadra campana che, comunque, rimane tra le avversarie più quotate di questo girone. Nonostante i risultati sfavorevoli in trasferta, la Turris ha quasi sempre giocato delle ottime partite in cui ha però sofferto l’atteggiamento troppo difensivo delle avversarie, spesso concentrate tutte nella propria metà campo. La vena più offensiva del Bari, quindi, potrebbe essere un’arma a doppio taglio in quanto i corallini sono molto forti nei contropiedi, abili soprattutto a sfruttare gli spazi che le squadre concedono quando attaccano con più di 3 uomini.

Sulla difficoltà della partita, sponda biancorossa, si sono già espressi in tanti, l’ultimo dei quali Giuseppe Mattera, difensore che in D ha ormai piantato le proprie radici.
Domenica sarà una partita ben diversa da quelle fatte fino ad ora: affrontiamo una squadra con ottimi giocatori davanti, sono bravi e rapidi.” – le sue parole ai canali social del Bari – “Se riusciremo a vincere daremo un grande segnale di gruppo e di squadra. Penso sia la nostra antagonista, sulla carta. Conosco 4-5 calciatori loro che in questa categoria fanno la differenza

A TuttoTurris, invece, si è espresso Antonio Colantonio, attuale presidente della società torrese, che cerca di tener alta l’attenzione dei suoi.
Siamo consapevoli della forza del Bari e del fatto che, nonostante il campionato sia solo all’inizio, i giochi promozione sembrino già chiusi. Ma questo aspetto potrebbe avvantaggiarci, poiché scenderemo in campo senza nulla da perdere e magari più liberi di esprimerci. Saremo onorati di misurarci con un club ed uno stadio che hanno fatto la storia del calcio d’italiano”

A questa gara, di per sé già molto sentita da parte delle avversarie, la Turris arriverà con uno stimolo in più: domenica scorsa, infatti, è venuto a mancare un ex giocatore corallino, Perinelli, ucciso brutalmente con una pugnalata al cuore, suscitando stupore e rabbia nei suoi ex compagni di squadra che, sicuramente, vorranno dedicargli un risultato speciale.

I PRECEDENTI

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Italo Florio, storico attaccante del Bari in Serie C

La Turris è una delle poche squadre di questo girone ad aver già incontrato il Bari in precedenza, 6 volte, di cui 3 al Della Vittoria, tutte in Serie C.
La tradizione con i corallini è abbastanza promettente dato che il Bari ha quasi sempre strappato almeno un punto, imponendosi per 4 volte, 3 volte in casa ed una in trasferta, scoprendo il fianco solo in una circostanza, a Torre del Greco, in uno scoppiettante 3-2 davanti a quasi 6000 spettatori.

Nel capoluogo pugliese, come detto, le sfide tra Bari e Turris sono state a senso unico, a partire dal primo precedente, nel 74, con la vittoria dei biancorossi con un largo 3-1, finendo con un altro 3-1, nell’unico precedente a Bari nel girone d’andata (si giocava il 10 ottobre del ’76) , in cui segnarono due importanti attaccanti baresi dell’epoca, Marco Biloni che mise a segno una doppietta ed Italo Florio (in foto), alla sua ultima stagione con i galletti.

LA TIFOSERIA

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Domani ci sarà un protagonista in meno al San Nicola: i gruppi organizzati della Turris, in contrasto con il “calcio moderno” ed i biglietti nominali, hanno deciso di “boicottare” la trasferta, trasferta che, comunque, è stata vietata dal CASM dopo giorni di attenta analisi.

Da sempre considerata calda e passionale, la tifoseria corallina non ha mai fatto mancare il proprio supporto alla squadra campana sia in casa che in trasferta, mettendo spesso in difficoltà le società ospitanti per il grande afflusso che riescono sempre a garantire.

Gruppo di riferimento dei distinti del Amerigo Liguori è “Ultras Torre del Greco“, che principalmente raccoglie tutti i piccoli gruppi organizzati sotto un’unico striscione: “Torre del Greco” o “Corallini“.

ARBITRO DELLA GARA: Franck Loic Nana Tchato

In questa inedita annata della storia biancorossa, in campo ci sarà un’altra piacevole sorpresa: l’arbitro della gara sarà il Sig. Franck Loic Nana Tchato della Sezione di Aprilia, coadiuvato dai Sig. Francesco Collu di Oristano e Paolo Fele di Nuoro.

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Come è ben possibile immaginare, Franck Loic Nana Tchato è un ragazzo di origine africana che è passato alla storia per essere uno dei primi arbitri di colore ad arrivare in Serie D.
Nana è uno degli arbitri più promettenti della Sezione di Aprilia, sul quale la CAI Laziale ha puntato fortemente, portando a casa anche ottimi risultati. In un calcio che, purtroppo, non dimentica mai di essere razzista, soprattutto nelle serie minori dove certi episodi non fanno mai scalpore, puniti soltanto dalla mano del Giudice Sportivo che più che applicare i regolamenti non può fare, Nana è riuscito a dir la sua a suon di buone prestazioni sia sotto il profilo disciplinare che sotto quello tecnico.

Promosso in CAN D nel 2016, Nana Tchato arbitrerà la sua 41esima partita in Serie D, la quinta in questa stagione in cui è stato designato, fino ad ora, ogni domenica.
Nella sua breve carriera, ha già diretto incontri di discreta importanza: Potenza-Gravina di due stagioni fa con le squadre in piena lotta per i play-off, lo scontro salvezza tra Frattese e Molfetta dello scorso anno e l’esordio in campionato del nuovo Modena di questa stagione. La designazione per questa delicata ed importante partita, sebbene sia ancora una partita di inizio campionato, dimostra come siano importanti le qualità di questo direttore di gara.

Il laziale ha già arbitrato altre volte nel Girone I (sei partite) e nel Girone H (anche qui sei partite), incrociando già una volta la Turris nella gara dello scorso anno a Sarni, con i corallini vittoriosi per 1-2 con gol di Valentino e Guastamacchia. Nessun precedente, ovviamente, con i biancorossi.

Un po’ di statistiche:
Gare arbitrate in D: 40
Vittorie Casalinghe: 17
Pareggi: 12
Vittorie Esterne: 11

Cartellini Gialli: 178 di cui 7 doppi gialli, Media 4,45 gialli a partita
Cartellini Rossi: 16, un rosso ogni 2,5 partite

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