Conosciamo i nostri avversari: ASD Igea Virtus Barcellona

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La prossima domenica il Bari sarà ospite della temibile Igea Virtus di Barcellona Pozzo di Gotto, una delle squadre più accreditate per le prime posizioni del girone.
La partita, che si svolgerà domenica 7 ottobre 2018, sarà una delle tante partite inedite dei biancorossi dato che, nella loro storia, le due squadre non si erano mai incontrate.

UN PO’ DI STORIA

L’Igea Virtus nasce nel 1946 quando il Marchese Carlo Stagno D’Alcontres decide di affiancare alla già presente U.S. Barcellonese la propria squadra.
Il calcio a Barcellona Pozzo di Gotto è sempre stato vissuto in maniera abbastanza passionale, soprattutto per le “rivalità” con i paesi limitrofi che la Barcellonese “garantiva” in quanto partecipante fissa dei campionati provinciali e regionali siciliani. Con l’arrivo dell’Igea, però, il calcio a Barcellona cambia drasticamente in modo positivo: nei suoi primi anni di vita, infatti, l’Igea partecipa ai campionati della terza serie Italiana, la Serie C che in quegli anni aveva un format abbastanza simile all’attuale Serie D, con gironi interregionali affidati, però, alle “Leghe” territoriali di competenza. Prima dell’ultima riforma, che cambiò il format interregionale con quello che, tutt’ora, segue, l’Igea arrivò vicinissima a giocarsi i playoff promozione, classificandosi terza, nel ’48, alle spalle di Reggina e Catania, tutt’ora il risultato più importante della storia della squadra giallorossa.

Dopo la morte del Marchese nel ’63, il calcio barcellonese entrò in crisi: la Barcellonese, che in futuro diventerà Barcellona, rimase invischiata nelle basse leghe siciliane mentre l’Igea, senza la sua guida principale, fallì, dovendo poi ricominciare anch’essa dalle basse leghe regionali che, tuttavia, dominò in lungo ed in largo riconquistando nel giro di tre anni la Serie D.

Dopo la “quasi impresa” del ’48, l’Igea nei 40 anni successivi si affacciò sporadicamente al calcio professionistico: i pochi risultati, le tante partecipazioni ai campionati interregionali e la situazione economica deficitaria, portarono così la squadra giallorossa a scomparire per la seconda volta nella sua storia nel 1993, esattamente 30 anni dopo il primo doloroso fallimento, dopo tantissimi anni di dilettantismo.
Come suol dire, però, dopo aver toccato il fondo del barile non si può far altro che risalire. Fu così le due squadre cittadine si fondarono dando vita all’Igea Virtus Barcellona, riuscendo a partecipare a ben 8 campionati di Serie D (ai tempi la quinta serie nazionale) consecutivi prima della favolosa promozione in C2, trascinata da uno dei bomber di provincia più indimenticati d’Italia, Christian Riganò, e da una nostra vecchia conoscenza, il difensore senegalese Diaw Doudou.

Da qui in poi la storia dell’Igea diventa importante: partecipa a 10 campionati di C2 consecutivi, lanciando giocatori come Millesi, Caserta ed il già citato Riganò, sfiorando a più riprese la promozione in Serie C, soprattutto nel 2011 quando, dopo essere arrivata seconda nel proprio girone, perde ai Play-off contro il Foggia in uno scontro combattutissimo che, ancora oggi, a Barcellona tutti ricordano.

 

STORIA RECENTE, ROSA E ALLENATORE

La storia recente vede l’Igea “impantanata” nel dilettantismo da, ormai, 8 anni. In seguito all’ennesimo fallimento nel 2010, infatti, l’Associazione Sportiva Dilettantistica Igea Virtus Barcellona ha conquistato la Serie D nel giro di 5 anni (ripartendo dalla Prima Categoria), partecipando poi a due campionati di medio/alto livello che fanno dei giallorossi una degli avversari più temibili di questo girone.Gli ultimi due campionati, infatti, hanno visto l’Igea piazzarsi prima al quarto, poi al quinto posto. La scorsa stagione i giallorossi hanno partecipato, vincendo, ai Play Off del Girone I, sconfiggendo in finale unica l’Ercolanese con un netto 0-3.
Nonostante le premesse per questa stagione fossero buone, quest’estate la società barcellonese ha rischiato di scomparire per la quarta volta, generando un fuggi fuggi generale che ha obbligato la nuova proprietà a dover ingaggiare un nuovo DS, dopo le dimissioni di Velardi, un nuovo allenatore, Carmelo Mancuso, e rifare praticamente da 0 una rosa ridotta all’osso, 

L’Igea di quest’anno, quindi, è composta da una rosa inedita, il che potrebbe essere un problema soprattutto nella prima parte della stagione: è presente un blocco di ex giocatori della Palmese (come vedremo successivamente, anche lei è stata a serio rischio fallimento), composto da Omar Grosso (che domenica sarà squalificato), Luigi Dodaro e Luigi Le Piane ma gli altri calciatori sono tutti provenienti da società diverse o, addirittura, svincolati.

Da tenere sott’occhio sarà sicuramente Le Piane, esterno sinistro che, dopo aver firmato lo scorso dicembre con la Sancataldese si è rotto I legamenti del ginocchio.  Il giocatore cosentino, comunque, è in dubbio dato che nella scorsa paritta è uscito al 30′ del primo tempo per un infortunio.
Al momento, il goleador della squadra è una riserva, il 18enne Giuseppe Muccio andato a segno per ben 3 volte tra Coppa e Campionato, sempre contro l’ACR Messina: un gol nella partita di Coppa Italia persa per 3-1, due nella vittoria casalinga in campionato, prima ed unica di questa stagione.

La rosa è composta praticamente da giocatori Under 21 (mossa societaria anche in ottica “premi” che, come abbiamo visto in un’altro articolo, vengono assegnati alle società con età media più bassa) con pochissime eccezioni:il giocatore più esperto è Gaetano Mastroieni, 30enne arrivato quest’estate, mezz’ala ed esterno offensivo sulla sinistra, che dovrebbe sostituire, in caso di forfait, il 10 giallorosso Le Piane. Altro giocatore esperto per la categoria è il capitano, Emanuele Allegra, 24 enne vecchia promessa del vivaio del Napoli che,a Pomigliano, è stato soprannominato “Pendolino”, per la sua attitudine a sgropparsi tutta la fascia destra, da buon terzino di spinta qual’è. Sulla fascia opposta un altro 24enne, Aaron Akrapovic, figlio d’arte, bosniaco di nascita ma siciliano d’adozione.

L’allneatore dei siciliani è, come detto,Carmelo Mancuso, Palermitano di nascita che, in carriera, ha giocato anche nel Milan, concludendo la sua carriera in Puglia, a Casarano, dopo aver giocato nel Lecce e nella stessa Igea Virtus.
Mancuso, classe ’65, è arrivato alla carte del Barcellona dopo la gavetta nelle giovanili del Messina, voluto fortemente dal DS Giovanni Velardi e dal Presidente Filippo Grillo per la sua capacità di allenare i giovani ed il suo calcio molto offensivo e “divertente”.
Cme già visto con altri allenatori, anche Mancuso è alla sua prima esperienza con una prima squadra in Serie D, dopo aver allenato Spadaforese e Giarre.

L’Igea, soprattutto in casa, si esalta con le squadre più grandi: Barcellona, infatti, è sempre stato un campo ostico per società del calibro di Catania (0 vittorie su 3) Messina (1 vittoria su 14) e Cosenza (0 vittorie in 8 gare).

STAGIONE CORRENTE E LA PARTITA DI DOMANI

La Stagione dei giallorossi non è cominciata nel migliore dei modi: dopo il terremoto societario, infatti, la fretta dell’allestire una squadra competitiva non ha permesso ad allenatore e giocatori di allenarsi con continuità (un po’ come è accaduto al Bari), ed infatti i risultati in campo ne hanno risentito.
Il cammino dei giallorossi è cominciato con una sonora sconfitta in casa del Messina in Coppa per 3-1, venendo quindi subito eliminata.
Spinti dall’orgoglio, nella seconda giornata i giallorossi hanno dato il pan per focaccia al Messina, liquidandolo con un sonoro 3-0 alla seconda giornata dopo il buon pareggio strappato in casa di una delle avversarie più ostiche del girone, il Gela di Karel Zeman.
Nell’ultima partita, in trasferta a Palmi, è arrivata la prima sconfitta in campionato, 1-0 con i giallorossi ridotti in 10 per l’espulsione di Grosso, in una partita combattutissima tra due squadre in cui gli ex hanno fatto da padroni dato che le due società, entrambe arrivate all’inizio del campionato in situazioni precarie, hanno approfittato delle vicissitudini altrui per costituire rose a costo praticamente 0.

Dalla gara contro il Messina si può evincere un particolare: l’utilizzo delle corsie esterne da parte dell’Igea virtus con la pericolosità nei cross del bosniaco Akrapovic.

Siamo molto contenti – dichiara ai microfoni di Tuttocalciopuglia il capitano Allegra- di affrontare il Bari. Prepareremo la partita nel migliore dei modi e per i galletti c’è massimo rispetto. Daremo tutto per cercare di fare un risultato positivo. Si respira una grande emozione, ma abbiamo anche voglia di riscatto. Abbiamo perso allo scadere contro la Palmese, ma avremmo meritato qualcosa in più dopo i due primi risultati positivi in campionato”. 

 

LO STADIO, D’ALCONTERS-BARONE

Lo stadio principale di Barcellona Pozzo di Gotto è il “D’Alcontres-Barone“, costruito nel 1970 e dedicato allo storico fondatore del club e, dal 2016, a Nino Barone, storico calciatore e dirigente giallorosso.
Lo stadio, che inizialmente aveva una capienza di circa 10000 persone, oggi è agibile solo per 5000 unità, 500 delle quali per il settore ospiti. Oltre questo settore, lo stadio è strutturato con altri tre settori, Tribuna coperta, Gradinate centrali e laterali e Curva Sud.

Nell’impianto è presente una pista d’atletica, utilizzata dalle varie associazioni sportive della città, ed il manto è in materiale misto, quindi erba naturale misto sintetica.

 

LA TIFOSERIA E LA “GIORNATA GIALLOROSSA”

Sa sempre attaccata alla propria squadra, la tifoseria di Barcellona è composta da molti gruppi, dagli storici Boys ’91 all’Armata 98 IGEA, gruppo portante della Curva SUD, passando per M.C.N. e “Igeani si Nasce”, più semplicemente “IGEANI”, noti per il loro bandierone con lo “smile”, simbolo del gruppo.
Tralasciando le questioni di curva, dall’anno scorso c’è una netta divisione tra i gruppi organizzati, con gli “IGEANI” che si sono “staccati” dal resto della tifoseria organizzata spostandosi nella Gradinata Centrale e che, tutt’ora anche in trasferta, segue la partita in modo “indipendente”.

In occasione della partita contro il Bari, la società barcellonese ha indetto la “Giornata Gialorossa“, aumentando ancora di più l’appeal di una gara che, come accadrà ovunque, attirerà molti tifosi e famiglie varie.

 

ARBITRO DELLA GARA: FRANCESCO CROCE

Francesco Croce, foto Venetogoal

L’arbitro della partita tra Igea Virtus e Bari sarà Francesco Croce della Sezione di Novara, coadiuvato dai sig. Dario De Cristofaro di Rovereto e Nicola Penasso di Albenga.

Classe ’91, Croce è stato promosso in Serie D dalla stagione 2012/13 (sebbene ci arbitri stabilmente da sole 3 stagioni) , da quel che sembra, è un direttore di gara in rapida ascesa e la designazione per questa gara “delicata” ne è la conferma. Anche lui, negli ultimi anni, ed è uno dei punti di riferimento della sua sezione dato che è tra gli arbitri che insegnano e aiutano i più piccoli a capire ed applicare il regolamento in campo.

L’arbitro novarese condurrà, secondo gli almanacci (potrebbero non essere completi) la sua 30esima partita in Serie D, la seconda del girone I e dirigerà per la prima volta una partita di queste due squadre. L’unica gara diretta in questo girone da Croce è Cittanovese-Paceco 3-2 della scorsa stagione, mentre c’è anche un precedente con due squadre pugliesi, Gravina-Picerno, sempre della scorsa stagione, partita combattutissima tra due squadre che lottavano per i playoff conclusasi con un bellissimo 3-3 in cui Croce si è ben disimpegnato.

Statistiche:
Vittorie Casalinghe 9
Pareggi 10
Vittorie Esterne 7

Cartellini Gialli: 123 di cui 9 sono doppi/gialli – Media: 4 cartellini a partita
Cartellini Rossi: 15 – Media: un cartellino rosso ogni 2,6 partite

Questa stagione il Novarese ha diretto ogni domenica arbitrando, tra le altre, anche un’altra nobile decaduta, il Mantova nella vittoria esterna per 0-1 sul campo del Scanzorosciate.

Tra le curiosità possiamo annoverare che:

  • Oltre al Calcio, Croce ha un’altra grande passione: gli Streetgames. Nel 2014 è stato scelto come volto maschile per le fasi finali di questo evento sportivo famoso del novarese;
  • Anche gli assistenti meritano la loro parte: Nicola Penasso ha fatto incetta di premi nella sua sezione, quella di Albenga, tra tornei sportivi e meriti sul campo, conquistando un piccolo posto nella storia della sezione ligure.

CURIOSITà: COS’è “IGEA”

Come altre squadre italiane, la società Barcellonese non porta direttamente il nome della propria città, che in questo caso passa totalmente in secondo piano, ma il nome di, in questo caso, una Dea.

Igea, infatti, è una figura mitologica greca, è la dea della salute e dell’igiene. Veniva raffigurata ora sotto l’aspetto di una giovane donna prosperosa nell’atto di dissetare un serpente, ora seduta con la mano sinistra appoggiata a un’asta, mentre con l’altra mano porge una patera a un serpente che, lambendola, si innalza da un’ara posta davanti a lei. (http://www.epicentro.iss.it/)