Conosciamo i nostri avversari: ASD Sancataldese Calcio

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Nella prima partita tra le mure amiche del San Nicola, il Bari affronterà la San Cataldese in una delle (tante) partite inedite di questo girone.

UN PO’ DI STORIA

Nata nel 1945 la SanCataldese è la squadra del paese di San Cataldo in provincia di Caltanissetta, piccola realtà di 23 mila abitanti collocata in un’area altamente collinare dell’entroterra siciliana.
Nata, quindi, nell’immediato dopoguerra, la Sancataldese è stata protagonista di un curioso aneddoto che, nel 1955 la fece fallire: alla fine di una partita, infatti, alcuni controlli fiscali portarono la società a decretare il fallimento in quanto, durante la stessa, fu smarrito un blocchetto di biglietti e la società non fu in grado di onorare gli adempimenti spettanti alla SIAE.

La Sancataldese è una squadra che ha partecipato prevalentemente ai campionati regionali: nella sua comunque breve storia, infatti, la Sancataldese ha partecipato a 9 campionati di Serie D frutti di una lunga serie durata 7 anni, dal ’95 al 2002, e delle recenti partecipazioni che, grazie alla vittoria nei playoff e ad un successivo ripescaggio, hanno interrotto nel 2016 una lunga astinenza dal calcio interregionale.
L’apice sportivo del di fine anni ’90 fu frutto di investimenti importanti dell’allora presidente Michele Marcerò che riuscì a portare giocatori importanti per le categorie (con cui, infatti, ci fu una rapida scalata dalla Seconda Categoria all’Eccellenza) tra cui spicca il giocatore più rappresentativo della storia verdeamarando: Lirio Torregrossa.

A San Cataldo sono nati due calciatori che hanno detto la loro a livello professionistico, da Ernesto Torregrossa, adesso al Brescia, ad Angelo Orlando, buon centrocampista che ha fatto le “fortune” di Triestina, Udinese e Inter con cui ha vinto anche la Coppa Uefa. Lirio Torregrossa (padre di Ernesto) invece, è sicuramenteil giocatore più rappresentativo della squadra, oltre l’ex ad aver fatto più carriera nel calcio professionistico.

Ovviamente non ci sono precedenti tra le due squadre, men che meno ex.

STORIA RECENTE, ROSA E ALLENATORE

Sancatadese 2016

Come detto, la Sancataldese è alla terza partecipazione consecutiva in Serie D dopo due salvezze abbastanza sofferte che, comunque, sono state raggiunte senza passare dagli insidiosi playout di categoria.
Arrivata ad uno dei punti più alti della sua Storia, la squadra siciliana, quest’anno vuole puntare a qualcosa di più della salvezza e lo vuole fare grazie ad acquisti mirati che sono andati a rafforzare un gruppo bilanciato e solido tra cui spiccano Luca Ficarotta (scuola Juve), capocannoniere della squadra l’anno scorso, e Damiano Lo Giudice, neo acquisto arrivato dal Città di Messina, già a segno nella prima giornata con una doppietta. Meritevoli di attenzione, sempre in attacco, sono anche Bruno, attaccante di riferimento, e l’esperto Cocuzza che in gare come quelle di domenica può essere una spina nel fianco della difesa biancorossa.

A Centrocampo ed in Difesa spicca sicuramente il “Blocco catanese” voluto fortemente dall’allenatore Mascara, con giocatori molto giovani provenienti dalla primavera del Catania tra cui, per il reparto centrale, troviamo Davide Di Stefano e Stefano Condorelli, il playmaker della squadra. Completano il centrocampo Orazio DI Grazia, anche lui Scuola Catania e Fabio Calabrese, uno dei pochi Over 25 della squadra, classico mediano di Serie D la cui peculiarità sono i pochi gialli rimediati nonostante il ruolo abbastanza “delicato” e la sua titolarità in campo..

Capitano della squadra è Salvatore Di Marco, da 10 anni difensore del club, che insieme a Giuseppe Zappalà forma una coppia difensiva solida ed esperta che potrà creare non pochi grattacapi a Simeri e compagni.
Come quasi tutti i club di D l’età media è molto bassa e giocatori di proprietà e/o prestito sono prevalentemente siciliani.

Come detto, l’allenatore dei verdeamaranto è Giuseppe Mascara, vecchia conoscenza del calcio professionistico italiano, alla sua prima esperienza da allenatore in una squadra dilettantistica.
Votato ad un calcio offensivo, è ancora troppo presto per capire se riuscirà o sarà se riuscito a dare una sua impronta alla squadra, ma l’impatto che ha avuto il suo annuncio sulla squadra e sui tifosi è stato, senza dubbio, molto positivo. L’abitudine a calcare certi palcoscenici, inoltre, è un grande punto a suo favore, e importante sarà il compito di trasmettere questa abitudine ai suoi giocatori di sicuro meno avvezzi a giocare in stadi come il San Nicola.

 

IL “COMMANDO NEUROPATICO SAN CATALDO” E LO STORICO SALVATAGGIO DELLA SOCIETA’

Il gruppo Ultras di riferimento a San Cataldo è il “Commando Neuropatico San Cataldo“, nato nel 1995, come da tradizione, dietro l’idea di un semplice striscione che fu il fulcro del tifo rossoverde per parecchi anni prima che, nel 2002, venisse “formalizzata” la nascita di un gruppo ben più organizzato di quello che, soprattutto per motivi logistici, era stato nel corso degli anni precedenti.
C’è da dire che i Sancataldesi hanno sempre seguito abbastanza assiduamente la squadra del proprio paese nonostante questa, fino al ’95, avesse partecipato solamente a campionati regionali (soprattutto Prima e Seconda categoria).

Tralasciando la difficoltà che un gruppo ultras può incontrare quando la sua squadra viene letteralmente “sbattuta” in gironi che, per lo meno nelle categorie “regionali”, non le competono, la forza del Commando Neuropatico balzò fuori qualche anno fa quando, a seguito di una grande crisi finanziaria che colpì la San Cataldese, si ritrovarono a salvare la squadra dal baratro e a gestirla fino a quando non si presentarono alcuni imprenditori locali che presero in mano le redini della società.

Nonostante la lontananza della trasferta, quasi sicuramente ci sarà un buon blocco di tifosi provenienti dalla Sicilia anche (e soprattutto) per il “fascino” di riuscire a portare lo storico striscione in uno degli stadi più “belli” e grandi d’Italia.

Curiosità: come Cecè del Portogruaro e Giuseppe Ferronato del Cittadella, passati alla storia per aver seguito in solitario più volte la propria squadra in trasferta, anche la San Cataldese ha avuto, per anni, un “folle” pronto a sobbarcarsi chilometri su chilometri in un girone che vedeva, oltre le siciliane, ben 7 squadre campane: Denis.

ARBITRO DELLA GARA: SIMONE GALIPO’

La gara tra Bari e San Cataldese sarà diretta dal Sig. Simone Galipò della Sezione di Firenze, coadiuvato dai Sig. Giovanni Dell’Orco della Sezione di Policoro e Antonio Signore della Sezione di Venosa.

Simone Galipò, classe 1989, è alla sua Terza stagione in Serie D ed è uno dei punti di riferimento della sua sezione dato che, da 3 anni, è tra gli arbitri che insegnano e aiutano i più piccoli a capire ed applicare il regolamento in campo.
Tralasciando l’ovvia mancanza di precedenza con i biancorossi, Galipò arbitrerà per la prima volta anche la Sancataldese.

Galipò condurrà la sua ventottesima gara in Serie D. Soprattutto nell’ultima stagione è stato spesso chiamato ad arbitrare partite di una discreta importanza per le zone alte della classifica ma questa è la sua “prima volta” con una squadra di una certa importanza come il Bari, nonostante abbia già diretto partite che vedevano protagonisti club come Messina (in una “focosa” partita ad Ercolano, chiusasi con moltissime polemiche) e Taranto, unica pugliese ad aver incrociato il cammino del toscano.