Conosciamo i nostri avversari: Città di Gela Calcio

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UN PO’ DI STORIA

La storia del Gela è abbastanza “recente”. La società biancoazzurra, infatti, è nata solo nel 1994 dopo la fusione tra la Juventina ed il Terranova, le squadre cittadine che, fino a quel momento, avevano ottenuto risultati discreti nei campionati dilettantistici regionali ed interregionali.

L’avvento della nuova US Juveterranova Gela porta nel ’94 una ventata di aria fresca in città che, nel giro di due anni, torna a vivere il calcio professionistico dopo quasi 10 anni dall’ultima apparizione in C2, quella della Juventina del ’89. La Juveterranova, che diventerà nel 2000 Gela JT, parteciperà per ben 15 anni consecutivi ai campionati della Serie C, riuscendo anche a conquistare una promozione in Serie C1 nel 2005 dopo un gran campionato ed un Playoff vinto ai danni della Juve Stabia, del Giugliano e della Cavese, battuta in finale con un gol ai tempi supplementari nella finale di ritorno di Daniele Uniniemi, giovane centrocampista di 20 anni il cui nome è indelebile nella memoria dei tifosi siciliani.

La gioia però durerà poco. I costi maggiori ed una crisi che, nel calcio, piano piano sta cominciando a colpire i piccoli club, miete un’altra vittima e la squadra giallrossa, dopo un campionato di buonissimo livello con un nono posto finale, è costretta a dichiarare fallimento. Da quel momento in poi, con la nascita ufficiale del Gela Calcio, tornato ai suoi colori originari (bianco e azzurro) e ammesso al Campionato di Lega Pro Seconda Divisione grazie al Lodo Petrucci, si apre un nuovo capitolo del calcio gelese che porterà la città nuovamente in C1 (divenuta Prima Divisione) paradossalmente dopo il suo campionato peggiore, con un ottavo posto che le consentì comunque di essere ripescata.

La Prima Divisione, però, sarà di nuovo nefasta alla città siciliana che fu esclusa per inadempienze finanziarie nel 2012 dai campionati professionistici a cui, fino ad ora, non ha più partecipato.

LA CRISI SPORTIVA, SOCIETARIA ED ISTITUZIONALE

A Gela, che nel giro di qualche anno è riuscita a riconquistare la Serie D ripartendo dalla Seconda Categoria, la stagione è cominciata con il piede sbagliato, sbagliatissimo.
La continua diatriba tra squadra e Comune, infatti, ha portato la società alla “drastica decisione” di minacciare il ritiro dal Campionato perché “siamo stati ingannati da tutti, compresa la Politica, illusi che questo sogno poteva essere condiviso dalla città a cui non abbiamo chiesto assolutamente nulla, se non di sognare con Noi. “, una mossa molto “politica” che ha lasciato nelle mani dei calciatori l’infame decisione: abbandonare la nave o rimanerci rischiando di affondare.

La maggiorparte della rosa ha, comunque, deciso di rimanere (spinti da orgoglio e dal fatto che la minaccia è arrivata a campionato già cominciato da quattro giornate), facendo si che la squadra rimanesse comunque competitiva, pur senza spettatori al seguito.
La campagna abbonamenti, infatti, è partita nonostante lo stadio non fosse disponibile, con la speranza e la promessa che, un giorno, l’impianto di Gela potesse di nuovo ospitare i tifosi, ma crisi, disinnamoramento generale e scetticismo hanno spinto solo qualche decina di persone a sottoscrivere comunque un tagliando sulla carta inutile.

ROSA E ALLENATORE

foto Gela Calcio

La rosa del Gela è di tutto rispetto. Nonostante, infatti, non ci siano nomi importanti come quelli che possono vantare società come Turris, Messina o Nocerina, la squadra gelese è composta da giocatori giovani molto interessanti che si stanno facendo valere e stanno dimostrando come la freschezza atletica spesso sia più importante dell’esperienza.

In difesa troviamo Pietro Sicignano che per carisma, volontà ed età anagrafica, pur essendo arrivato a Gela solo in estate, è divenuto fin da subito il capitano della squadra. Accanto a lui un altro sempre titolare, l’unico ad aver giocato tutti i 990 minuti dall’inizio della stagione, Simone Brugaletta da due anni a Gela e autentico punto di riferimento del reparto difensivo della squadra.
Ai loro fianchi si alternano tanti giovani calciatori tra cui spiccano Polito (squalificato), Caruso e Misale, che prenderà con molta probabilità il posto di Polito nell’11 titolare di domenica.

Il centrocampo è inusualmente un reparto molto giovane, dove un po’ d’esperienza la portano solo Francesco Mannoni e Andrea Burato, entrambi neoacquisti che spesso si alternano con i giovani di gamba che tanto fanno piacere al mister gelese, come Simone Schisciano, mezzala da tenere particolarmente d’occhio grazie alla sua mobilità e al vizio di inserimento in area di rigore e Ivan La Vardera, più propenso alla fase di contenimento in una squadra che, molto spesso, si ritrova in inferiorità numerica a centrocampo nei contropiedi avversari. Completa il reparto un altro giovane, Francesco Mauro, che dopo un inizio abbastanza “timido” ha conquistato spesso il posto da titolare a dispetto della sua età.

L’attacco è invece il reparto più interessante e curato della squadra. Il reparto offensivo dei biancoazzurri, infatti, ha confezionato ben 17 delle 24 reti totali della squadra, distribuite dal cannoniere Giuliano Alma, ala destra 25enne che sta vivendo un momento di forma fantastico confermando il fiuto del gol che ha sempre avuto pur non giocando propriamente in area di rigore, Moussa Balla Sowe, l’esterno su cui il mister Zeman punta di più in assoluto che vanta anche una stagione al Parma in D seguita poi da delle stagioni in chiaro/scuro alla Vibonese, e la punta senegalese Dième, già cinque volte a rete eguagliando così, in soli due mesi, lo score dello scorso anno in un’intera stagione con l’Ercolanese.

Il mister della squadra è il già citato Karel Zeman, arrivato in Sicilia in estate dopo delle buone esperienze tra Reggio Calabria, Santarcangelo e Abano Terme.
Noto ai più soprattutto per essere il figlio di Zdenek Zeman, Karel deve molto a suo padre da cui ha preso in primis il modo di giocare, poi il piglio offensivo su cui punta sempre tantissimo, cercando di limare però le pecche difensive tanto note al pubblico appassionato di calcio.

STAGIONE CORRENTE, LA PARTITA ODIERNA E GLI “ATTI VANDALICI”

Il Gela è una delle squadre più in forma del torneo, nonostante alcuni scivoloni che hanno fermato la loro corsa al primato tra l’ottava e la decima giornata con tre sconfitte consecutive tra cui quella in casa con la Nocerina, una delle avversarie più accreditate del campionato.

Gli azzurri si presentano alla gara di domenica con il miglior attacco del campionato, il vice capocannoniere del torneo ed una striscia di 4 vittorie interrotta solo dal capitombolo a Messina contro l’ACR per 3-0.

Sicuramente deficitante, l’assenza dei tifosi nelle gare interne si è fatta sentire, penalizzando una squadra che la stagione scorsa aveva perso solo una partita tra le mure amiche, mentre quest’anno è già inciampata con la Nocerina dopo aver rischiato contro Igea Virtus e Palmese, di certo non avversarie di prim’ordine.

A far parlare di sé, però, rimane la diatriba tra Comune e Società con quest’ultima che ha tentato in qualsiasi modo di poter far assistere ai propri tifosi la partita contro i biancorossi, prima richiedendo lo svolgimento della partita a Licata, poi puntando di nuovo tutto sul Presti che, però, nella notte del 21 novembre è stato “misteriosamente” vandalizzato: al campo di gioco, infatti, sono state letteralmente sdradicate alcune linee perimetrali fondamentali per lo svolgimento di una partita di calcio, quella di fondo e quelle dell’area di rigore.

Foto QuotidianodiGela

Il campo di gioco, tralasciando questi problemi non indifferenti, è (come vedremo tra poco) uno dei migliori in circolazione in Italia e questo ha permesso alla squadra gelese di preparare minuziosamente la manovra offensiva ed il possesso palla.
Le premesse quindi vedono, finalmente, un campo che permetterà a entrambe le squadre di giocare palla a terra senza temere ripercussioni sui rimbalzi e, soprattutto, sui muscoli e le articolazioni dei calciatori che potranno, quindi, dare il meglio di sé.

Ma bisogna parlare di calcio, che è quello che più ci piace, e la partita di domani promette spettacolo: i due attacchi migliori del campionato a confronto, tanti big e possibili sorprese che non dovranno essere sottovalutate ed un nome pesantissimo, quello del mister gelese Karel Zeman, su cui il padre Zdenek si è espresso in settimana a TuttoBari: Lui fa un po’ di testa sua anche se il tipo di allenamento che fa è più o meno uguale al mio. Tatticamente forse è un po’ diverso anche perché si rende conto che è difficile fare il calcio che facevo io” – aggiungendo poi – sulla partita c’è poco da dire […] il Bari è nettamente favorito e non ci saranno problemi. “

Di questo avviso non è Francesco Bolzoni, leader puro del centrocampo biancorosso, che ha concesso le classiche parole pre partita prima a TuttoBari, riferendosi prima alla categoria “Pensavo fosse un po più facile, invece le insidie sono tantissime”, poi alla Rosea riferendosi alla partita contro il Gela “Ci stiamo allenando con il massimo dell’impegno e con la solita intensità in vista della sfida con il Gela – riporta la Gazzetta dello Sport – A prescindere dal luogo in cui si giocherà, punteremo all’intera posta in palio”.

Il Gela viene QUINDI da quattro vittorie interrotte solo dalla sconfitta a Messina, gare in cui è andata a segno almeno per due volte (nel 2-1 con la Sancataldese ed il 0-2 a Cittanova), arrotondando poi i risultati con altre reti importanti, come per il 5-1 con il Roccella e la vittoria esterna per 2-4 sul campo del Rotonda. La sconfitta a Messina, inoltre, è stata una delle uniche due partite in cui la squadra gelese non è andata a segno, dimostrazione di come il Gela sia una squadra insidiosissima in fase offensiva.

L’andamento della partita contro la Sancataldese è emblematico, una gara in cui si trova praticamente il riassunto della stagione dei biancoazzurri in soli 90 minuti, con sviste clamorose difensive, altissima intensità in fase offensiva grazie ai continui capovolgimenti di fronte da parte del centrocampo, sempre pronto a lanciare le veloci ali siciliane, e la classica sofferenza finale che, in più occasioni, ha portato al gol (anche pesanti) gli avversari.

LO STADIO: IL “PRESTI”

Teatro della partita, sebbene a porte chiuse, sarà quindi il Presti, storico impianti cittadino che ha ospitato tutte le squadre gelesi che si sono avvicendate nel corso degli anni.
Nonostante parlare della capienza possa essere abbastanza inutile, il Presti può ospitare fino a 4000 persone o, per lo meno, poteva farlo fino al marzo di quest’anno quando, dopo dei controlli approfonditi, è stato dichiarato inagibile,

Il tanto “vandalizzato” terreno di gioco è uno degli aspetti più lieti di uno stadio piccolo, caldo ma, come detto, ormai freddo e desolato: la sua composizione mista, infatti, è una tipologia di manto poco utilizzata negli stadi professionistici ma che porta dei grandissimi vantaggi sotto il punto di vista della manutenzione e della resa dato che, ovviamente, restituisce i lati positivi dell’erba naturale insieme a quelli dell’erba sintetica. Il manto, per questo, è classificato come “Fifa 5”, il risultato attualmente più alto che un campo di gioco possa avere ed è uno degli unici in Italia.

 

Arbitra Del Rio

Ad arbitrare la gara sarà Michele Delrio della sezione di Reggio Emilia coadiuvato dai Sig. Marco Cerilli e Matteo Pressato, entrambi provenienti dalla sezione di Latina.

Figlio dell’ex Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Graziano Delrio, non ha sempre avuto la vita facile, soprattutto per il suo grado di parentela con un politico considerato sempre molto “discutibile”, ma questo non ha fermato la sua ascesa che, al momento, lo ha portato in Can D nel 2016 a soli 22 anni, un risultato eccellente che dimostra le qualità dell’arbitro emiliano al suo terzo big match del campionato.

Dopo aver arbitrato gare importanti già dal suo esordio, Delrio ha già condotto le gare di squadre considerate “big” come Cesena, Avellino, Messina, Rimini e Mantova a cui si aggiungerà, quindi, anche il Bari.
Nel corso della sua carriera, come detto, il suo nome “pesante” l’ha esposto a critiche ed accuse che poco hanno a che fare con il calcio e che hanno toccato il limite nel 2016 proprio in Puglia quando, dopo la vittoria del Barletta contro il Casarano, fu accusato di “macchinazione politica” volta a favorire la società biancorossa, ritenuta avvantaggiata in quanto “il peso specifico della città di Barletta, capoluogo di Provincia,  non può essere paragonato a quello del Casarano” da parte del presidente della squadra salentina.

Ovviamente inedito per il Bari, il direttore di gara emiliano ha già arbitrato una gara del Gela in D, la vittoria interna dell’anno scorso ai danni del Capo Rizzuto nell’ottobre dell’anno scorso. Il 23enne inoltre ha già arbitrato delle gare nel Girone I, 3 partite tutte la scorsa stagione con 3 vittorie delle squadre di casa.
Delrio è un arbitro che usa con criterio i cartellini ed espelle con difficoltà, nonostante gli sia capitato di arbitrare partite “accese”: durante questa stagione, in 10 partite, ha ammonito solo 29 volte senza espellere nessuno.

Statistiche:
Partite arbitrate in D: 40
Vittorie Interne: 19
Pareggi: 14
Vittorie Esterne: 7

Ammonizioni: 156
Espulsioni: 6