Reggina Calcio

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Reggina-Vicenza. - Ph. Antonello DIano
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Ricomincia dalla Reggina il cammino del Bari, in una delle sfide più classiche ed affascinanti di tutta la Serie C 2019/20.
Squadra rognosa e compatta, la Reggina sarà sicuramente una spina nel fianco della formazione biancorossa non solo nella partita di domani, ma per tutta la durata del campionato.

Un po’ di Storia

Prima squadra di Reggio Calabria, la Reggina è sicuramente la squadra con più tradizione di tutto il territorio calabro, davanti a Crotone, Cosenza ed un’altra avversaria di quest’anno, il Catanzaro.

Nata nel 1914, la società granata chiamata ai tempi Unione Sportiva Reggio Calabria cercò di portare un po’ di “ordine” in una città che poteva vantare di ben 5 società sportive calcistiche senza che nessuna di queste riuscisse ad imporsi a livello nazionale.

Una delle prime criticità che i bianco-neri dovettero affrontare era quella della mancanza di un campo sportivo, nato solamente nel 1922, che impedì alla poi ri-nominata Reggio Foot Ball Club di cominciare il proprio cammino sportivo nelle competizioni ufficiali della FIGC: solo nel 1924, infatti, la Reggina poté partecipare al suo primo campionato ufficiale con una delle side più classiche di tutto il panorama calcistico italiano, Reggio-Messina.

Inizialmente di color bianco-nero, la Reggina per errore di un fornitore dovette “forzare” il cambio di casacca, utilizzandone una completamente nera che fu, alla fine, un brutto presagio per le sorti della società: a causa di alcuni problemi logistici, la squadra bianco-nera non potette più utilizzare il Lanterna Rossa, primo storico campo cittadino, entrando così in una profonda crisi che portò la Reggina ad abbandonare la Terza Divisione e sciogliersi per problemi finanziari, sorte che toccherà anche alla successiva società, Associazione Sportiva Reggina, nel 1933.

Da quel momento in poi, la Reggina parteciperà a numerosi campionati di Prima Divisione, poi rinominata Serie C, prima sotto il nome di La Dominante, poi nuovamente sotto Associazione Sportiva Reggina, con matricola 41740. Con questa matricola la Reggina non diventerà solo la squadra amaranto che tutti conosciamo, ma una delle squadre più importanti di tutto il Sud Italia fino al 2018.

Reggina 1944/45 – Ph. Wikipedia

La storica svolta arrivò però solo negli anni ’60. La Reggina, guidata da Tommaso Maestrelli, riuscì a conquistare l’agognata promozione in Serie B che gli amaranto cercavano da più di 20 anni. A quella promozione 9 campionati (molti di questi ad alti livelli) nella Serie Cadetta, con giocatori del calibro di Nedo Sonetti e Franco Causio, senza però mai riuscire ad arrivare in Serie A. 

Cruciali saranno le stagioni a cavallo degli anni ’80 e gli anni ’90. Sotto varie guide di alto livello, da Bigon a Nevio Scala, gli amaranto non solo torneranno in Serie B dopo uno storico spareggio con il Virescit Boccaleone, ma arriveranno per ben due volte agli ultimi atti per la promozione in Serie A, perdendo prima uno spareggio contro la Cremonese, poi abbandonando i sogni promozione, l’anno successivo, in una sconfitta interna contro l’Ancona in un vero e proprio spareggio promozione (che, ad onor del vero, non conquistò nemmeno la squadra marchigiana).

La storica promozione in A ed il decennio da record

Per la massima serie, però, la Reggina dovette attendere ancora 10 anni.
Dopo i vani tentativi di fine anni ’80, gli amaranto entrano in una crisi di risultati che li portarono addirittura in Serie C, una sorta di sabbie mobili per circa 5 anni. La svolta, però, arrivò con una vecchia conoscenza del calcio italiano, Bruno Bolchi che fu chiamato alla guida della società amaranto inaspettatamente quando, a sei giornate dalla conclusione del campionato, la Reggina si ritrovava a ridosso della vetta.

“E’ come se mi avessero chiamato solo per giocare la finale dei Mondiali, è stato strano ma bello. E sono felice soprattutto per l’ aspetto sociale di questo trionfo: Reggio Calabria in serie A è la rivincita di una città piena di problemi, ma in questa squadra trova un po’ di conforto”. Era il 1999.

Da quel momento in poi comincia la “vera” storia della Reggina, fatta di gioie e dolori ma anche di campionati sorprendenti, sia in cadetteria che nella massima serie.

Ciccio Cozza, Rolando Bianchi, Nicola Amoruso, Valdez, Giamoco Tedesco, Emiliano Bonazzoli. Sono solo alcuni dei nomi che hanno scritto la storia amaranto nel decennio che va dal ’99 al 2009. Miracolosa e sorprendente fu, ad esempio, la stagione 2006/07 in cui la Reggina nonostante partisse con ben 10 punti di penalizzazione, riuscì a salvarsi all’ultima giornata con 41 punti, un ruolino di marcia che li avrebbe portati in zona Uefa, ovviamente senza penalizzazione.

L’instabilità societaria e la storia recente

Nonostante stesse diventando una realtà di tutto rispetto nel panorama calcistico italiano, alcune vicissitudini societarie dopo la retrocessione in Serie B della stagione 2010/11, diedero vita ad una situazione di grande instabilità che, nel giro di 3 anni, portò la squadra prima ad un’ennesima retrocessione, questa volta in Lega Pro, poi ad un fallimento alla fine di una stagione in cui gli amaranto riuscirono a salvarsi dalla Serie D solo ai playout.

Il fallimento, a causa di più di 20 milioni di euro di debiti, fortunatamente fu poco doloroso dato che per meriti sportivi (come al Bari) la nuova società fu ammessa fin da subito alla Serie D.
La nuova società, che fu ammessa solo un anno dopo in Lega Pro per completamento di organici, non ha mai potuto conferire una solidità economica tale dal poter riportare la Reggina ai livelli che le competono. Così come accaduto al Messina, la situazione finanziaria della neonata società è sempre stata abbastanza precaria, non consentendo quindi di allestire una rosa competitiva fino all’estate del 2019 quando un nuovo imprenditore ha acquisito il 97% delle azioni della società.

Rosa, allenatore e stagione

Proprio grazie alla nuova società e ad una rosa allestita in maniera intelligente nelle ultime due stagioni, la Reggina può ora vantare una rosa molto competitiva per la categoria il che la rende una delle favorite per la conquista della Serie B.
Nonostante l’addio “doloroso” del bomber Baclet, Massimo Taibi ha potuto completare la rosa da lui allestita la scorsa stagione con giocatori di altissimo livello per la categoria.

In porta la Reggina si è assicurata le prestazioni di una vecchia conoscenza barese, Enrico Guarna, portiere della Meravigliosa Stagione Fallimentare che, dopo aver abbandonato la Puglia, ha vissuto alti e bassi abbastanza vistosi nelle sue successive esperienze.

In difesa gli acquisti pi+ importanti sono stati quelli di Loiacono e Rubin, arrivati dal Foggia dopo il fallimento della squadra pugliese, che sono andati a completare un reparto di tutto rispetto in cui spiccano Gasparetto, Garufo, Bertoncini (arrivato dopo un’ottima stagione a Piacenza) ed un’altra vecchia conoscenza biancorossa, la meteora Marco Rossi.

A centrocampo mister Toscano può affidarsi a giocatori di tutto rispetto, su tutti il barese Nicola Bellomo, fulcro della trequarti amaranto e vero regista offensivo della squadra. Alle sue spalle si contendono il posto in cinque per tre posti a disposizione, nel 352 (o 3412) in cui le mezzali molto spesso accompagnano la manovra offensiva degli amaranto.
Fulco centrale è il capitano Francesco De Rose, da una vita in Serie C (con passato anche a Barletta, Matera e Lecce) che ha già preso in mano le redini della squadra. Al suo fianco, con molta probabilità, giocheranno Bianchi e Soumas, anche se non è da escludere che Toscano punti nuovamente solo sulla coppia Bianchi-De Rose per poter schierare più terminali offensivi.

In avanti la Reggina può vantare giocatori di tutt’altra categoria, anche se l’età media è abbastanza elevata. Al momento, riferimento principale dell’attacco amaranto è Reginaldo, attaccante brasiliano 36enne che vanta centinaia di presenze in Serie A e Serie B. Al suo fianco un altro nuovo acquisto, Simone Corazza, più volte accostato al Bari , ha ha trovato la sua consacrazione definitiva la scorsa stagione nel Piacenza.
Ultimo, ma ovviamente non per importanza, il colpo last minute di Taibi, El Tanque Denis, tornato per giocarsi le sue ultime chance in Italia dopo le sue recenti esperienze in Sud America.

L’unico dubbio sugli undici titolari degli amaranto sarà a centrocampo, dove non è ancora chiaro se Toscano schiererà 4 o 5 centrocampisti. Per creare più densità al centro, quasi sicuramente l’allenatore amaranto sceglierà la variante con tre centrali ed i due esterni che dovranno effettuare la doppia fase in maniera perfetta. In difesa tornerà titolare Marco Rossi, mentre al centro mancherà Niccolò Bianchi squalificato.
Sul fronte offensivo un piccolo acciacco di Denis lo costringerà nuovamente alla panchina, con Corazza, Reginaldo e Bellomo a contendersi i, presumibili, due posti a disposizione.

“Questo gruppo mi diverte, guai a chi mi tocca i ragazzi. Ci siamo preparati ad ogni evenienza in vista della gara contro il Bari, una gara molto delicata.” le parole di Toscano ai microfoni di StrettoWeb “Sono un allenatore che pretende troppo, ma che però da tanto al gruppo.”

Sul fronte barese, i dubbi sono prevalentemente sul modulo che Cornacchini schiererà in campo, molto probabilmente a specchio nel caso in cui la Reggina dovesse giocare con il centrocampo a 5.

I Precedenti

Le due squadre non si incontrano dal 2014 quando la Reggina, nonostante le difficoltà societarie, riuscì a sbancare il San Nicola per 1 a 0 con gol di Maicon al primo minuto della prima giornata del girone di ritorno.
0-1 anche per il precedente del 2012 con gol di Comi, mentre per assistere ad una vittoria casalinga del Bari dobbiamo tornare alla stagione 2011/2012 con un 2-1 di misura con gol al ’90 del funambolico Stoian.

In generale, a Bari le vittorie dei padroni di casa sono 10 contro le 5 degli amaranto, che però di ribaltano la situazione al Granillo con un secco 9-3 che li porta ad un totale di 14 vittorie contro le 13 biancorosse.
L’ultimo pareggio al San Nicola è datato 1999 mentre l’ultimo pareggio generale è del 2013 alla prima giornata di campionato con uno 0-0 molto tirato.

Gara molto particolare, quella di quest’anno, soprattutto per i tanti ex da una parte e dall’altra. Abbiamo già parlato di Guarna, Marco Rossi e Bellomo, ma da ricordare anche il recente passato di Ciccio Brienza in Calabria che fu acquistato anche in ottica di un ricambio generazionale che avrebbe portato, di li a poco, l’addio di Ciccio Cozza al calcio giocato. Per Brienza, 23 gol in 81 presenze in Calabria.

Tra i vari ex della storia moderna, inoltre, si possono citare Biagio Pagano ed i mister Stellone e Pillon.

 

 

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