Rieti

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Dopo la pesante sconfitta casalinga contro la Viterbese, il cammino della squadra di Cornacchini ricomincia da Rieti, per scacciare i primi fantasmi stagionali e, soprattutto, riprendere il cammino che deve vedere la squadra biancorossa come un’assoluta protagonista del campionato.

Un po’ di Storia

Il Rieti, squadra dell’omonima cittadina laziale, è una società abbastanza giovane. Nonostante sia nata nel ’35, per più di mezzo secolo è stata una delle classiche comprimarie del calcio di provincia laziale.

Come visto per la Sicula Leonzio, negli anni a ridosso delle due Guerre le federazioni cercarono più volte di riformare i campionati, passando da gironi composti da poche squadre a campionati con 60/70 organici per poi ritornare sui propri passi dopo qualche anno di sperimentazione.
Il Rieti riuscì ad essere ammesso alla Serie C grazie a queste riforme e alla necessità di completare gli organici per far partire regolarmente il campionato. Nonostante fosse una società giovanissima, la squadra laziale si comportò egregiamente nel proprio girone inanellando una serie di risultati positivi che portarono la squadra a ridosso dei primi posti, pur senza centrare mai la promozione in B.
La seconda categoria nazionale arriverà però qualche anno più tardi. Dopo una stagione quasi entusiasmante, conclusa al terzo posto nel proprio girone, il Rieti viene ammesso alla Serie B ’46/47 anche questa volta per necessità numeriche. In quegli anni, infatti, il format dela Serie B era come l’attuale Serie C, quindi con 3 gironi (Nord, Centro e Sud) per un totale di 59 squadre.
Nella prima storica stagione in cadetteria, i Laziali si disimpegnarono abbastanza bene, rimanendo sempre al sicuro dalla zona salvezza e concludendo, alla fine della stagione, al sesto posto. I guai, però, arrivarono la stagione successiva.

La Federazione, dopo anni di sperimentazione, decise di tornare al girone unico, prevedendo quindi ben 33 retrocessioni, 11 per girone, e solo 3 promozioni.
Nel marasma generale, la società rietina non riuscì a creare una squadra competitiva e dovette abbandonare la cadetteria dopo soli 2 anni, un duro colpo che portò il club in una crisi finanziaria profonda che portò al primo fallimento della storia. Era il 1948.

Da quel momento in poi, la società amaranto-celeste rimarrà sempre nel dilettantismo, dalle più infime categorie regionali alle numerose partecipazioni in Serie D.

Storia Recente

Ma perché, quindi, abbiamo considerato il Rieti come una società abbastanza giovane?

Come, tristemente, siamo abituati nel calcio italiano moderno, anche il Rieti ha dovuto ricominciare dal basso a causa di un (altro) fallimento, quello del 1996.

Nonostante alcune cadute di stile (come vedremo più avanti), la squadra rietina ha partecipato, dopo la rifondazione, a innumerevoli campionati a stampo regionale, riuscendo però a riconquistare il professionismo dopo quasi 70 anni di “inferno”, grazie al primo posto conseguito nel 2018 nel giore C della Serie D.

Capitale del ” Affaire TotoGol”

Rieti divenne famosa per essere la “Capitale” dello scandalo del TotoGol che colpì il calcio italiano nel 1997.

L’arbitro della gara tra Rieti e Pomezia, partita del Campionato di Eccellenza Laziale, sotto forti pressioni del presidente della LND, dovette “rittoccare” il referto di gara per poter manovrare i risultati dell’allora famoso gioco di scommesse, il Totogol.

La partita in questione fu parecchio tesa e delicata in quanto si trattava dello spareggio promozione del girone. Il Rieti, non con poche difficoltà, stava per portarsi a cala l’incontro con un 1-0 di misura ma al 94′ esimo, a pochi secondi dalla fine della gara, l’arbitro Marrazzo espulse un giocatore del Pomezia. Fin qui niente di strano, trattasi di “normale” calcio di provincia in cui le espulsioni sono all’ordine del giorno, se non fosse che quella espulsione fu la quinta a danno della squadra ospite che, quindi, si ritrovò in campo con meno di 7 giocatori, cosa non possibile a termini di regolamento

Sotto pressione del Presidente della LND, GIulivi, l’arbitro di vede “costretto” a ritoccare il referto indicando che l’espulsione “avvenne dopo il fischio finale”, consentendogli quindi di convalidare la gara.
Per regolamento del Totogol, in caso di sospensione della gara, la stessa avrebbe dovuto assumere automaticamente il risultato di un’altra gara, che in questo caso sarebbe il 2-2 della partita tra Bologna ed Inter, ma a seguito della convalida la partita finì “normalmente” 1-1, creando un non indifferente danno economico al Coni che dovette risarcire, per un totale di un miliardo e mezzo di lire, gli scommettitori che presentarono ricorso.

La rosa e la partita odierna

Allenata dal mister Alberto Mariani, il Rieti è una squadra abbastanza quadrata che ha ancora nelle vene la mentalità dell’ultimo vulcanico allenatore, Eziolino Capuano, che ha salutato i amaranto-celesti in estate, a partire dal modulo con un 352 che ha, sicuramente, creato continuità nella mente e negli schemi della squadra.

Alla vigilia della gara, sponda laziale, si è paventato un probabile cambio di modulo, ma presumibilmente rimarrà lo stesso della gara di Picerno a cui si aggiungerà il neo acquisto Beleck, giocatore di grande esperienza e forza fisica che è tornato in Italia dopo le non molto entusiasmanti esperienze all’estero. IL camerunense sarà, con molta probabilità, affiancato dal bomber della squadra, Marchegiani che, dopo aver trascinato in Serie C il Rieti, ha siglato ben 28 gol in campionato con il Cassino in un’esperienza in prestito che l’ha fatto maturare ancora di più.


L’esperienza il Rieti la ritrova anche a centrocampo grazie ad Enrico Zampa, vecchia conoscenza della Reggina e del Monopoli, che ha già preso in mano le redini del reparto centrale della squadra, assieme anche a Palma, Tirelli e Marchi che si contendono due posti da titolari. Il centrocampo è, sicuramente, il reparto nevralgico della squadra che potrebbe mettere in difficoltà mister Cornacchini, obbligato a trovare una contromossa alla grande densità nel reparto centrale del Rieti, densità già sofferta nelle precedenti gare.

Completato l’undici titolare un’altra vecchia conoscenza della Serie B, Aquilanti, il giovane capitano Gigli, con importanti esperienze a Firenze, Lecce, Terni e Matera, e Zanchi, da una vita in Serie C con innumerevoli campionati giocati in squadre di alto livello.

Il Rieti, inoltre, è considerabile come la seconda “colonia” di Claudio Lotito: sono infatti ben 10 i giocatori provenienti dalle giovanili di Lazio e Salernitana più alcune vecchie conoscenze (come il su citato Zampa) che hanno permesso ai laziali di completare la rosa in termini numerici.

Dovremo fare una gara perfetta, vogliamo i punti, finora presi troppi gol” sono state le parole di mister Mariani, che evidenziano come anche il Rieti abbia, al momento, la prerogativa di trovare la quadra in fase difensiva, nonostante l’alta densità in mezzo al campo.
La partita non dovrà essere in alcun modo sottovalutata, soprattutto dopo la batosta con la Viterbese, in quanto gli innesti estivi hanno rafforzato ulteriormente una squadra che, al momento, dovrà lottare per la salvezza.

Lo Stadio: Centro d’Italia-Manlio Scopigno

Teatro del Match sarà il Centro d’Italia-Manlio Scopigno, stadio abbastanza moderno, in quanto costruito nel ’91, che può ospitare circa 14 mila spettatori .
Sprovvisto di pista d’atletica, lo stadio è coperto per metà: le due tribune, infatti, riportano una copertura totale mentre le due curve (tra cui quella ospiti) ne sono integralmente sprovviste.

E’ uno stadio di comunque vecchia concezione ma il terreno di gioco dovrebbe garantire una buona tenuta, nonostante le piogge di questi giorni, ed è stato inoltre adeguato alle normative vigenti per il professionismo.