Recensione Xiaomi BRE01JY Dual Driver – Vorrei ma non posso

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Chi conosce il mondo delle cuffie e degli auricolari sa che ci sono due tipi di persone: chi ama le in-ear e chi le odia profondamente.
I motivi sono vari, dalla comodità al famoso “effetto tappo” che può piacere o meno, fatto sta che per chi non ama questo form factor le scelte sono abbastanza obbligate: Apple Earpods e poco altro.
Da qualche anno, però, molti produttori hanno seguito la linea che Apple ha tracciato nel lontano 2012, creando auricolari dalla forma più “ergonomica”, cioè dispositivi che cercano di seguire in maniera migliore le linee dei padiglioni auricolari e anche XiaoMi non si è tirata indietro, lanciando sul mercato le BRE01JY Dual Driver, degli auricolari molto economici che vanno ad ampliare la base che la stessa XiaoMi continua ad aggiornare da ormai qualche anno.

 

Design e Materiali

Queste BRE01JY sono spudoratamente ispirate alle Sony STH30, modello da cui XiaoMi ha ereditato pregi e difetti: se il form factor “non in ear” può essere considerato un pregio da chi va ad acquistare un prodotto del genere, (aspetto su cui ci soffermeremo dopo) sicuramente fa storcere il naso che la casa cinese non abbia pensato ad un miglioramento del cavo di un modello, quello di Sony, che comunque ha i suoi quasi 5 anni sul groppone: la mancanza del cavo piatto o di un materiale più pregiato, infatti, si fa sentire quando andiamo a riprendere le cuffie dopo una giornata in tasca o nello zaino, un disastro.

Nota di merito va, però, a XiaoMi per i materiali: parliamo di plastica e gomma eh, però queste BRE01JY sembrano abbastanza solide ed il connettore a 90° non può che essere un pregio.
La presenza del triplo pulsante sul telecomandino è l’ultima chicca, ma XiaoMi ci si poteva soffermare un pochettino di più, distanziandoli un minimo o cambiando la forma in base alla loro funzione: utilizzandoli senza guardarli non è difficile confondersi e sbagliare pulsante da premere, ma sono sottigliezze.

 

Indossabilità e comfort

Quando parliamo di comfort ed indossabilità di un auricolare, entriamo sempre in un discorso abbastanza soggettivo.
Che non siano in-ear (o meglio, non completamente) è un dato di fatto, che si potesse far meglio, soprattutto nella linea, è un mio parere più soggettivo.

Non sono presenti dei gommini, che potrebbero essere inutili ma che Huawei, quando vende separatamente le proprie cuffie, inserisce nella confezione per un maggiore gripo nell’orecchio.
La forma della cuffia è “piatta”, e questo è un peccato perché, infatti, rispetto ad altri competitor si inserisce con più difficoltà nell’orecchio: l’uscita del driver principale, infatti, in molti altri casi è più curvata verso l’interno per far si che si inserisca meglio nel padiglione e cada con più difficoltà e questo è un altro difetto che XiaoMi ha ereditato da Sony senza pensare minimamente ad un upgrade intelligente.

Gli auricolari comunque rimangono ben saldi all’interno dell’orecchio, anche se oppngono minore resistenza rispetto ad altri prodotti concorrenti.

Qui apriamo un discorso molto soggettivo ma anche molto oggettivo, la comodità e come questi auricolari si “indossano”.
La forma di questi XiaoMi Dual Driver si avvicina molto al design delle cuffie Huawei, soprattutto le ultime cuffie (la versione type-c), ma il corpo è leggermente più ampio, decisione forzata data la presenza dei due driver,

SI MA COME SUONANO?

Premessa d’obbligo: parliamo di cuffie entry level, quindi non possiamo aspettarci miracoli, bassi profondi ed equilibrio superiore, sono caratteristiche difficilmente ritrovabili in cuffie da 50 euro, figuriamoci nella fascia bassa (15/20 euro).
Altra premessa d’obbligo, non sono un audiofilo, non sono un esperto del settore ma un semplice utente a cui piace dilettarsi con i prodotti, piace ascoltare la musica e vorrebbe ascoltarla nella migliore possibile con quello che ha a disposizione, cioè poco.

Togliamoci subito il dente parlando dei bassi: se siete amanti delle basse frequenze, potete chiudere probabilmente qui la recensione.
Parliamoci chiaro, non sono un amante dei bassi, la maggior parte della musica che ascolto richiede un equilibrio particolare dove questi non devono essere prepotenti e, quindi, sono abbastanza “sensibile” alla questione.
Analizzando il suono di queste XiaoMi mi verrebbe quasi egoisticamente da dire “meno male”, perché senza un equalizzazione particolare (e, ricordiamo, l’equalizzazione non può fare miracoli) i bassi sono quasi completamente assenti ed è quasi fastidioso, spesso, sentire questa mancanza.

Premessa:
Trattandosi di auricolari entry level, ho deciso di utilizzarli con prodotti, file e fonti accessibili a tutti, niente file FLAC di alta qualità, niente Walkman o prodotti top di gamma.
Fonti audio utilizzate: Notebook HP, XiaoMi Redmi Note 4 Pro, Huawei P20 Pro
Prova fatta con: Spotify Premium, Tidal HiFi, video youtube, video RaiPlay e file audio vari in formato mp3.

Nel brano di prova, “The Sound of Silence” dei Disturbed l’ascolto non è ottimale ed è quasi “vuoto”, sebbene non sia un brano molto “spinto” sulle basse frequenze.
L’ascolto è più godibile se andiamo invece ad ascoltare musica più classica ed il motivo è presto detto: gli alti sono molto chiari e delicati e rende godibile non sono l’ascolto di musica classica, ma anche di video, audiolibri o, molto semplicemente, del parlato.

La situazione cambia leggermente andando ad ascoltare la stessa traccia dei Disturbed da Tidal in formato HiFi, ma il suono riprodotto rimane sempre poco corposo e gli alti rimangono preponderanti, troppo per i miei gusti.

 

Opinioni Conclusive

Date le mie aspettative iniziali, dettate dal marchio Hi-Res (che, però, come sappiamo è spesso soggetto a “marchette”), le premesse lette in rete e, comunque, i buoni precedenti di XiaoMi con le Pistons, non posso ritenermi del tutto soddisfatto.

Le potenzialità, probabilmente, ci sono, ma su questa fascia di prezzo, comunque esigua, si trovano prodotti migliori e, soprattutto, non da importare.

Lascio qui a margine, comunque, altre due recensioni di siti più specializzati nel mondo audio, così che possiate farvi un’idea completa.

Recensione by AudioBudget
Recensione by TechInBlack